RISCOSSIONE SICILIA SPA : le domande di M5S rimangono senza risposta

COMUNICATO STAMPA

Una delibera per affidare a Riscossione Sicilia Spa la riscossione di crediti sul territorio siciliano ma le domande del Movimento Cinque Stelle rimangono senza risposta

Mogliano Veneto, 25/07/18. La proposta di delibera discussa nell’ultimo Consiglio Comunale “Affidamento delle funzioni e delle attività relative alla riscossione ai soggetti preposti al servizio pubblico nazionale di riscossione, integrazione della delibera comunale del 28.08.17” è tutt’altro che trasparente, sembra sia stata presentata in modo da non favorirne la comprensione e motivarne la sua necessità. Siamo poi ormai abituati ad ascoltare nei Consigli Comunali e nelle Commissioni stringate sintesi dei testi delle delibere principalmente per bocca dei dirigenti e non della parte politica: gli Assessori di riferimento e la Sindaca. Stringate sintesi o semplicemente la lettura delle delibere che non ci chiariscono il quadro in cui si inseriscono, le necessità che le sostengono né le valutazioni che sono state fatte . Salvo chiedere alla fine se vi sono domande. I Consiglieri spesso si trovano a dover discutere e votare proposte decontestualizzate e non relazionate con la necessaria dovizia di informazioni e collegamenti e motivazioni.

La delibera, in poche parole, è così formulata:

Tenuto conto che Agenzia delle Entrate è subentrata ad Equitalia, preso atto che “Riscossione Sicilia Spa, costituisce soggetto preposto alla riscossione nazionale nell’ambito del territorio della Regione Sicilia e che Riscossione Sicilia Spa costituisce espressione dell’autonomia speciale riconosciuta a detta regione in materia di entrate pubbliche, che la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione è succeduta nell’esercizio delle funzioni di riscossione nazionale di competenza delle sole società del gruppo Equitalia di proprietà dello Stato con estensione quindi delle stesse a tutto il territorio nazionale ad eccezione della Sicilia;

Si delibera per le motivazioni espresse “di affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali.”

In mancanza di una necessaria relazione approfondita da parte della dirigente abbiamo posto alcune domande:

1) L’Amm.ne di Mogliano Veneto è al corrente della grave situazione che coinvolge la Società siciliana cui si vuole affidare la riscossione dei tributi?

2) Quante cartelle sono riferibili a Riscossione Sicilia Spa?

3) A che periodo si riferiscono?

4) A quanto ammontano?

5) Saranno recuperabili con questa delibera?

6) Perchè si sceglie proprio ora di integrare la deliberazione dell’anno scorso per affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali, a 5 mesi dalla sua liquidazione?

7) A chi sono riferibili i Crediti di cui dovrebbe occuparsi questa società?

8) Infine , qual è l’interesse per i cittadini di Mogliano in questa deliberazione del C. C. e perché è necessaria una deliberazione del Consiglio comunale essendo già chiariti nel D.L. 193 del 2016 le funzioni e le competenze dell’Agenzia delle Entrate sul territorio nazionale e di Sicilia Riscossione sul territorio siciliano?

Per farsi un’idea della situazione in cui versa “Riscossione Sicilia Spa” è sufficiente un giro in internet: “Riscossione Sicilia nel baratro Ecco cosa vuole fare il governo” (“La Sicilia” 06/01/2018Nel buco regionale 100 milioni di mancati versamenti di tributi. Sui 355 milioni di presunte entrate poi non incassate dalla Regione, 100 milioni riguardano mancati versamenti nelle casse regionali da parte di Riscossione Sicilia, la società di recupero delle imposte pubblica, nei cui confronti è stato presentato un esposto per verificare eventuali responsabilità penali e contabili. Tutto nasce dal congelamento da parte del Monte Paschi di Siena di alcune somme di Riscossione depositate nei conti della banca. L’ennesimo capitolo di un contenzioso che risale all’ex Serit e all’uscita della banca senese dalla compagine societaria siciliana. La cessione delle azioni Mps alla Regione avvenne con un prezzo «provvisorio» di 20 milioni di euro. E il cda nominato dal governo di Totò Cuffaro, per rilevare la Serit e far nascere Riscossione Sicilia, avallò un prestito per rimborsare Montepaschi. Con chi venne acceso il mutuo? Con la stessa Mps, naturalmente.” Sono stati presentati esposti in procura, “denunciando decine di milioni di incasso «illegittimo» di Mps e contestando la valutazione delle quote cedute da Mps. Ma a Siena i conti non tornano: si ritengono creditori di circa 120 milioni. E ne hanno trattenuto 100 dai conti correnti.” “Riscossione Sicilia, è gestita dal collegio dei revisori…la società è in liquidazione: entro il 31 dicembre 2018 dovrà chiudere, trasferendo competenze (e i 600 dipendenti) all’Agenzia delle Entrate.” “Si vocifera di 23 milioni di spese legali da liquidare, oltre che di un sistema informatico obsoleto, che non “parla” più con quello dell’Agenzia delle Entrate. Che non farebbe un ottimo affare mettendosi in pancia Riscossione Sicilia.”

Riscossione Sicilia, “fare luce sulla gestione dissennata e accelerare la riforma” la richiesta dei sindacati (Blog Sicilia.it 18/06/2018)Dopo le dimissioni del cda di Riscossione Sicilia, insediato da pochi giorni, Fisac Cgil, Ugl credito e Unisin tornano a chiedere al governo regionale “di accelerare la riforma facendo confluire funzioni e personale della riscossione verso l’Ente economico nazionale controllato dall’Agenzia delle Entrate, che potrà dare maggiore efficienza ed economicità all’attività, nell’interesse della Regione, dei cittadini e dei lavoratori”. “In un comunicato i sindacati sottolineano che “l’enorme contenzioso, causato dalla gestione incompetente e colpevole delle governance precedenti e dagli attuali vertici interni è solo una parte della situazione di sbando operativo e decisionale che abbiamo denunciato in questi anni….” “E’ chiaro ormai a tutti che non si debba perdere altro tempo: si nomini un cda col mandato di portare la società verso la liquidazione e il governo concordi col Ministero delle Finanze il passaggio di funzioni e personale ad Agenzia delle Entrate Riscossione”.

I dubbi, le perplessità sulla necessità di questa deliberazione, alla luce della gravità e la complessità della Società Riscossione Sicilia, a cinque mesi dalla sua liquidazione, non sono stati chiariti nella risposta del Sindaco né della Dirigente e tuttora permangono.

La Sindaca nella sua “non risposta” ha esordito liquidando a mere polemiche la nostra legittima richiesta di chiarimenti,

Siamo stati costretti a non partecipare a questa votazione. Rimaniamo però ancora in attesa di risposta.

L’auspicio è che nel confronto tra posizioni contrapposte, non possa mai mancare il rispetto del lavoro e del ruolo istituzionale tra le parti. Anche il Consigliere di maggioranza Nilandi, nel suo intervento, ha stigmatizzato l’atteggiamento di chiusura da parte della Sindaca che non giova al corretto sviluppo della dialettica democratica in seno al Consiglio Comunale.

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Dove sono il bilancio partecipativo e il baratto amministrativo?

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 27/04/18. “Nonostante la necessità di accantonare il 70 per cento dell’avanzo a fondo rischi, ci siamo impegnati a investire comunque risorse sufficienti a realizzare alcuni degli obiettivi di programma che abbiamo con la città. Parole del Sindaco in sede di approvazione del Rendiconto.

Proprio perche’ si parla di obiettivi di programma, non ha pensato il Sindacodi consultare i cittadini sulle priorità da finanziare con questo tesoretto, visto che anche il bilancio partecipativo era nel programma di questa amministrazione e visto l’ingente avanzo di amministrazione?

Ma l’impegno preso a suo tempo dall’amministrazione con la cittadinanza sulla partecipazione non si è ad oggi concretizzato, e questo è l’impegno più importante di tutti. Per individuare le priorità non ci si deve affidare a meri tornaconti elettorali, ma si consultano TUTTI i cittadini, non solo i portatori di voto!

Il Bilancio Partecipativo è un procedimento attraverso il quale la popolazione individualmente e attraverso le proprie forme di aggregazione sociale, è chiamata a stabilire come utilizzare le risorse a disposizione dell’ente o una parte d’esse..

Il M5S presentò, nell’ormai lontano il 23/06/15, una propria mozione per impegnare sindaco e Giunta ad introdurre mediante regolamentazione il Bilancio Partecipativo, ma fu bocciato da questa maggioranza, che ne ignorava perfino la presenza nelle linee programmatiche.

Non ha pensato il Sindaco, per esempio, di utilizzare parte di questo avanzo di amministrazione per sgravare i cittadini dalla pressione fiscale?

Da alcuni anni il baratto amministrativo viene adottato in vari Comuni, producendo da un lato un’occasione per i contribuenti in difficoltà di assolvere ai propri doveri e dall’altro la possibilità di usufruire di una “nuova” forza lavoro, visto che ad oggi le assunzioni risultano essere bloccate ed i tagli nella gestione amministrativa risultano essere sempre più ingenti. I tributi a cui si riferisce la legge sono TASI, IMU, TARI ed in generale i debiti che i cittadini hanno contratto con il fisco. L’esenzione del pagamento delle tasse locali è concessa solo per un periodo di tempo limitato ed è commisurato all’entità del lavoro svolto e del debito da saldare con la Pubblica Amministrazione. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, boschi, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extra urbano.

A Mogliano Veneto il 18/08/15 il M5S propose il baratto amministrativo, con una propria mozione e fu approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Insieme alla proposta depositammo anche una bozza di regolamento. Da allora giace sul tavolo degli uffici comunali che avrebbero dovuto redarre l’apposito regolamento. A nulla sono valse le nostre successive interpellanze, che sono state liquidate con risposte insoddisfacenti.

Nel frattempo sono subentrate alcune deliberazioni della Corte dei Conti che hanno fatto chiarezza sulle modalità con cui i Comuni possono applicarlo, non essendoci una legislazione completa.

Ma la nostra mozione approvata dall’intero consiglio è ad oggi ancora disattesa. Non sono anche questi obiettivi che i cittadini attraverso i loro rappresentanti attendono che siano realizzati?

Sottolineiamo infine che quello che è l’assessorato più importante, dalle dimissioni del Vice Sindaco, Dott. Bardini, è ancora nelle mani del Sindaco, oltre a quello sulla pianificazione del territorio, urbanistica ed edilizia.

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Abbandonato il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, 21/04/18. La Giunta Regionale abbandona il progetto SFMR che prevedeva l’adeguamento a standard metropolitano delle linee ferroviarie per un efficiente sistema integrato di trasporto pubblico, per l’impossibilità di finanziarlo.

Ribadiamo che il trasporto su ferro è fondamentale per soddisfare le esigenze di mobilità del Veneto, ridurre l’inquinamento ambientale, il traffico e l’incidentalità sulla rete stradale; la mobilità sostenibile è una delle nostre stelle. Questa Giunta regionale invece investe in strade ed autostrade: per questo scopo i soldi pubblici non mancano mai.

All’assemblea pubblica su SFMR, tenutasi ieri in Municipio a Mestre, erano presenti alcuni esponenti dl M5S, tra cui la senatrice Orietta Vanin: “Negli ultimi 15 anni, come emerge dal dossier di Legambiente «Pendolaria 2017» sui trasporti, finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane e le Regioni stanno sulla scia nazionale. Bisogna assolutamente cambiare rotta e noi ci impegnamo a farlo. Occorre un piano della mobilità sostenibile condiviso con i cittadini.

Siamo inoltre preoccupati per il blocco dei cantieri per la realizzazione delle stazioni Sfmr della Gazzera (sulla linea Mestre-Treviso) e di via Olimpia (sulla Mestre-Trieste) che rischia di trasformare sottopassi e percorsi già realizzati in opere incompiute, senza prospettiva di sviluppo, abbandonate al completo degrado. Registriamo l’assoluto abbandono di quelli che dovevano essere secondo questo progetto i nodi strategici per i servizi alla città”.

Presente anche Cristina Manes, portavoce del M5S di Mogliano Veneto che dichiara: “la realizzazione di una mobilità sostenibile appare gravemente compromessa nel Veneto, e Mogliano subisce le dirette conseguenze di queste decisioni della Giunta Zaia, con la cancellazione della stazione a Marocco, prevista dal progetto SFMR. In tutto ciò la Regione ha le sue responsabilità, ma il nostro Comune ne ha altre: è evidente l’assenza di concrete politiche locali che perseguano questo obiettivo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dall’attuare azioni per un futuro sostenibile.

Si inizi quindi da queste priorità per individuare linee guida e obiettivi chiari e mirati per gli investimenti futuri! Dopodichè gli amministratori, anche quelli dei comuni, mettano in atto loro azioni per i servizi alla cittadinanza, la riduzione dell’inquinamento nei territori e lo stop a nuovo cemento.”

Dei 5,9 miliardi di euro previsti dal piano originale degli interventi, per la realizzazione di questa infrastruttura, in venti anni sono stati realizzati soprattutto sottopassi, parcheggi, nuove stazioni (9 sulle 37 previste), acquisto di nuovi treni (24 sui 120 preventivati), adeguamento di fermate (22 su 162), ed eliminati passaggi a livello (66 su 407) per un valore di un miliardo e 20 milioni di euro. Molto cemento e asfalto, un po’ meno binari. Oggi tutto si ferma. Mentre la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

La Regione, per la realizzazione di SFRM era legata alla Net Engineering spa da un rapporto contrattuale esclusivo e vincolante, oggetto di varie revisioni, che lo hanno reso pesantemente oneroso: si necessitava di consulenze di Net Engineering anche per affidare a RFI la soppressione di un passaggio a livello, e la società stessa prendeva un obolo ogni volta che la Regione ordinava un treno.

Non ci dimentichiamo poi che alcuni protagonisti della storia di S.F.M.R. sono noti alle cronache per diverse vicende giudiziarie, come Angelo Balducci in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio nominato nei primi due arbitrati delle Imprese Astaldi S.p.A.; l’Impresa di costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., implicata negli scandali Expo 2015 e M.O.SE Venezia; Ing. Renato Chisso e Giancarlo Galan.

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