INQUINAMENTO DA MERCURIO: BASTA TERGIVERSARE!

COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ArpaV  le indicazioni sui pozzi da monitorare

Mogliano Veneto 17/12/17. “I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano, non ci restituiscono la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento”, dichiara la portavoce del M5S Cristina Manes. “La scelta dei pozzi è stata effettuata con criteri sui quali nutriamo forti perplessità: sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce in civici attigui, due dei quali allo stesso civico.

L’Assessore all’Ambiente Mancini, in varie occasioni ha dichiarato (Relazione al Consiglio Comunale del 30.09.17) che fra i 500 pozzi “censiti”, si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, così come risulta dalle analisi sin qui condotte da ARPAV”, ma non è proprio così.
Ha dichiarato anche: “Le preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro anche a marzo”, ma non è proprio così.
E’ convinzione degli esperti è che il plume inquinante si stia dirigendo da Nord-Ovest a Sud Est, ma il nostro studio dei vari monitoraggi ArpaV della provincia, comprese le ultime analisi nei pozzi monitorati, ci fa constatare che, prendendo come riferimento la S.S.13 Pontebbana “Il Terraglio”, i valori più elevati sono quelli ad Ovest del Terraglio, quelli più prossimi alla zona di Campocroce; “la situazione particolarmente grave” è quella del pozzo di Via Baratta Vecchia a Preganziol, dove è stato riscontrato un livello ancora più preoccupante: 3,8 mg/l. E anche nei pozzi degli altri comuni monitorati, valori ancora più alti li troviamo da nord a sud, ad Ovest del Terraglio.

Allora, perché, volendo definire la reale situazione sul nostro territorio, non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più alti? Perché 4 pozzi tutti attigui in Via della Croce? Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano a nord, a sud, ad est e ad ovest? L’ho chiesto personalmente ad Arpav, e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del Comune, Arpav è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il Comune voglia indicare.
Il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio. Non conosce ancora l’esatto numero dei pozzi, le loro profondità e altre caratteristiche. Ma non è neppure intervenuto per indirizzare le ricerche sui pozzi più a rischio sulla base di ciò che ad oggi si conosce.
Tutto ciò rende difficile i controlli e la tutela della salute dei cittadini. Bisogna intervenire con tutti i mezzi a disposizione per aver precisione del fenomeno. Occorre con urgenza un censimento dei pozzi, lo ripetiamo per l’ennesima volta e le amministrazioni devono fare la loro parte. L’Amministrazione fornisca pertanto al più presto ad ArpaV le indicazioni sui pozzi da monitorare!
La risposta in questi casi è sempre il “faremo”, ma non si può non osservare che in questi tre anni si sarebbe potuto già fare. Sarebbe sufficiente un’ordinanza che rendesse obbligatoria la dichiarazione dei pozzi con i relativi dati costruttivi, pena una sanzione, e controlli a tappeto della Polizia locale per avere un censimento completo. In ogni caso questi sono dati reperibili dalle richieste di agibilità delle abitazioni.
Quello che il Comune già aveva ed ha ad oggi è un elenco (tra l’altro male organizzato) di circa 500 pozzi che non corrispondono alla totalità dei pozzi presente nel nostro territorio e alle sue caratteristiche, così come i risultati del monitoraggio a Mogliano non ci restituiscono una fotografia del fenomeno nel nostro Comune.

In ogni caso occorre evidenziare che i valori riscontrati dal 2010, data della scoperta dell’inquinamento e i successivi monitoraggi che si sono effettuati dal 2011 ad oggi nei Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso, Casier interessano una zona limitata del territorio provinciale e non sono rappresentativi dell’esatta entità del fenomeno: sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. Questo non esclude quindi la presenza dell’inquinamento in altri comuni limitrofi o nei pozzi attigui a quelli dove è stato ricercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa.
Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda, quindi solo i pozzi tra i 200 e 300 metri. Posto che è difficile definire con precisione la divisione delle falde, “quanto si conosce deriva da controlli realizzati su pozzi già esistenti, utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile da parte di privati, per l’alimentazione dell’acquedotto e per scopi industriali; la scarsa presenza di pozzi a profondità diverse da quelle ritenute maggiormente produttive, fa sì che altre quote siano poco rappresentate, non potendosi escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità.” E’ la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, che si è occupata del fenomeno, a sottolinearlo.
Infine, il rilevamento di mercurio nei quattro pozzi di Via della Croce, anche se sotto la soglia di 1 mg/l, ci deve far tenere alta l’attenzione, intervenendo secondo il principio di precauzione, poiché i parametri con cui è stato stabilito il limite di legge riguardano esclusivamente l’intossicazione acuta e non gli effetti biologici a lungo termine sulla salute umana.

Con l’azione politica del M5S, si è ottenuta la partecipazione del Comune di Mogliano Veneto ai tavoli con Arpav, Usl e Regione Veneto, insieme agli altri comuni interessati, per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione dei monitoraggi anche nel nostro territorio comunale; ma l’occasione è stata sprecata, o meglio è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini sul pericolo, purtroppo ancora incombente, per il nostro territorio comunale e al contempo “regalarsi” un’immagine efficiente, in grado di gestire ed affrontare l’evoluzione di questo fenomeno.”