POLITICHE SULLA TERZA ETA’ DEL COMUNE DI MOGLIANO VENETO

COMUNICATO STAMPA

Presentata un’interpellanza dal Movimento Cinque Stelle

Mogliano Veneto, lì 20/11/18. E’ stata presentata dal Movimento Cinque Stelle un’interpellanza avente ad oggetto le politiche sulla Terza Età dell’attuale Amministrazione.
“Vogliamo sapere se questa Amministrazione ha un quadro preciso di quante persone anziane vivono situazioni di difficoltà nel nostro territorio, oltre a quelle conosciute attraverso le richieste di assistenza; quali azioni sono state messe in atto per individuare situazioni critiche della popolazione anziana.
Come fa un anziano inabile, non autosufficiente o parzialmente autosufficiente, solo, con gravità e/o con risorse parentali insufficienti a chiedere assistenza? Non è previsto dal regolamento, e non sono conosciute altre modalità per accedere al servizio. Il “Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare” attualmente in vigore, prevede infatti che l’assistenza venga assegnata, in presenza di determinati criteri, solo successivamente alla presentazione della domanda di assistenza sociale da parte dell’utente o di altra persona che ne abbia la cura.
Manca inoltre un coordinamento tra Comune e le realtà associative del territorio, funzione un tempo svolta dalla “Consulta per la Terza Età”. Perché questa Amministrazione non l’ha istituita?
Le stime Istat ci dicono anche che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni. Si potrebbe avere un’impennata del numero di persone non autosufficienti.
È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine.
Alcune situazioni critiche di persone anziane, a volte sfociate in epiloghi drammatici, anche nella nostra comunità locale, ci evidenziano come il tema della autonomia, fragilità e non autosufficienza nella Terza Età, non sia ancora affrontato con la necessaria attenzione.
Riteniamo sia doverosa una riflessione da parte dell’intero Consiglio Comunale sulle politiche sociali e sul sistema di assistenza di questa Amministrazione.
Si dovrebbero, a nostro avviso, applicare modalità nuove o diverse per conoscere i bisogni e le esigenze di assistenza e di cura per gli anziani soli o comunque non totalmente autosufficienti, ricercare innovativi strumenti flessibili e dinamici che portino a nuovi progetti.
Vorremmo pertanto sapere quali azioni ha posto in essere l’Amministrazione Comunale in questi anni, per rispondere alle esigenze “primarie” di questa fascia debole della popolazione”.

“PLASTIC FREE CHALLENGE”

COMUNICATO STAMPA

STOP alla plastica “usa e getta”: la nostra mozione approvata all’unanimità con un emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/2018. La nostra mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale: dopo un confronto con l’Assessore di riferimento, il nostro gruppo ha presentato un emendamento che prevede l’impegno a convocare in tempi brevi la Commissione afferente.
“Plastic Free Challenge” si inserisce nella più ampia campagna #IOSONOAMBIENTE, lanciata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Vari Enti locali ed Istituzioni hanno aderito alla iniziativa: Aosta, Sanza (SA), Sutri (Vi), Università di Foggia, Lampedusa, Alcamo, San Sepolcro, Sutri (Vi), Ancona, Reg. Liguria, etc…
Abbiamo rilanciato nel Veneto la campagna promossa dal Ministro dell’Ambiente; dopo aver presentato la nostra mozione per aderire alla campagna, ci hanno seguito molti consiglieri del M5S in diversi comuni e nei prossimi giorni altri consiglieri comunali la presenteranno o discuteranno: Santa Maria di Sala, Salzano, Mira, Treviso, Conegliano, Pescantina, Conselve, alcuni comuni della provincia di Rovigo e molti altri.
E’ importante partecipare a questa iniziativa che coinvolge amministrazioni locali ed istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e per prendere contemporaneamente consapevolezza dell’esigenza di una visione d’insieme per il futuro del pianeta.

#IOSONOAMBIENTE significa che ogni nostra azione e scelta nei consumi incide sull’ambiente, a partire dai prodotti nella nostra borsa della spesa.
Gli Enti locali hanno un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno ad un nuovo approccio verso l’ambiente, ad una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli.

Con iniziative concrete, come ad esempio il divieto di uso della plastica monouso presso tutte le sedi comunali ed uffici ad esso connessi.

Piccole singole azioni positive per un grande traguardo. Occorre perciò che tutti i Comuni si sentano parte in causa e partecipino in maniera massiccia all’iniziativa, non procrastinando scelte oramai necessarie.
Invitiamo pubblicamente tutti i Comuni del Veneto ed Italia ad aderire in massa a questa chiamata all’azione per incidere insieme e in maniera compatta, sul nostro domani. Per questo mettiamo a disposizione la nostra mozione, come abbiamo già fatto, per chi volesse portarla nel proprio Consiglio Comunale.

INSTALLAZIONE DI ECOCOMPATTATORI SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNICATO STAMPA

La discussione della mozione del M5S, bocciata dalla maggioranza dopo un nostro emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/18. Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.
L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008, viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.
Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.
I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.
Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). I principali obiettivi introdotti riguardano:
– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

In questo contesto si inserisce la nostra mozione: gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto ed alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.
Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.
I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).
Il servizio prevede: comodato d’uso gratuito degli eco compattatori; servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati; servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori; strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori; un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.
L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.
La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio Comunale, per controbattere all’Assessore, circa un necessario coinvolgimento di Veritas, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, abbiamo sottolineato che,  ciò non sarebbe necessario nel caso di installazione su suolo privato .
Abbiamo segnalato inoltre che il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.
Dopo due anni dalla richiesta, il Ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.
Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.
Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania
A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbero le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I membri del Consorzio sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.
Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.
Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).
Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilita concreta per tutti.
Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi ed ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.
In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.
Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge ed avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i Supermercati.
C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.
Che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).
I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.
Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet,  delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.
Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

La nostra proposta va nella direzione indicata dall’ Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’Assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione comunale. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata. Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

Presentate due mozioni per l’ambiente: lotta all’uso della plastica ed installazione di ecocompattatori sul territorio comunale

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 10/09/18. Il Movimento Cinque Stelle in prima linea per l’ambiente: presentate due mozioni dalla capogruppo del Movimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto,  Cristina Manes, la tematica è la lotta all’uso della plastica, diventata centrale nel dibattito mondiale e nelle politiche adottate dal Parlamento Europeo, dove è in via di approvazione la “Direttiva della Commissione europea sulla Plastica monouso”, nuove norme UE per ridurre i rifiuti marini, che prevedono lo stop alla produzione di una serie di prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa;

Per noi è doveroso che l’amministrazione “in primis” sia d’esempio per la cittadinanza eliminando la plastica monouso; ormai tutti i prodotti in plastica monouso trovano un valido sostituto con prodotti biodegradabili e compostabili.

Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha avviato una campagna invitando ufficialmente tutte le Istituzioni, di qualsiasi livello governativo, Regioni, Città metropolitane, Comuni, a concretizzare il proprio impegno per liberarsi dalla plastica, annunciando che entro il mese di Ottobre lo stesso Ministero dell’Ambiente sarà “plastic free”,

Con la mozione “Sensibilizzazione ed interventi per limitare l’uso e la dispersione della plastica usa e getta nell’ambiente: Mogliano Veneto Comune “Plastic free” impegniamo  Sindaco e Giunta ad aderire alla campagna “Plastic Free Challenge” lanciata dal Ministro dell’Ambiente; ad attivare una campagna informativa indirizzata ad ogni scuola presente nel territorio e ad ogni cittadino per ottenere i seguenti obiettivi: il divieto di uso della plastica monouso presso tutte le sedi comunali ed uffici ad esso connessi, un graduale e progressivo divieto dell’uso di materiali plastici non compostabili per le attività ristorative e ricettive del territorio.

L’Unione europea, con la direttiva 2008/98/CE, si è data l’obiettivo di diventare una “società del riciclo ad alto livello di efficienza”, cercando di limitare la produzione di rifiuti e di utilizzarli come risorse. La raccolta differenziata è parte essenziale di questo obiettivo.
La normativa nazionale in materia di gestione dei rifiuti, anche in attuazione delle direttive comunitarie, propone la riduzione della quantità di rifiuti da smaltire in discarica e l’incremento della raccolta differenziata dei materiali recuperabili da avviare al riciclo;

In commercio esistono oramai da tempo sistemi, gli eco-compattatori facilmente installabili ed utilizzabili che consentono di compattare, ad esempio, bottiglie di plastica e lattine di alluminio in modo da differenziare più agevolmente il rifiuto e ottimizzarne la sua raccolta.

Come da tempo avviene in molte città che già utilizzano questi sistemi, si potrebbe ripagare il conferimento dei rifiuti differenziabili negli eco-compattatori, con dei buoni sconto da poter utilizzare direttamente in tutte le attività commerciali aderenti, soprattutto i piccoli e medi esercenti, con i quali il Comune potrebbe stipulare delle convenzioni al fine di favorire anche il commercio di prossimità;

le amministrazioni di molti comuni in Italia hanno adottato gli eco-compattatori in comodato d’uso, senza alcun aggravio di spese nel bilancio comunale, anzi con risparmi sui costi di gestione della raccolta differenziata.

grazie alla possibilità di ridurre il volume dei rifiuti solidi riciclabili dell’80% si otterrebbero dei vantaggi economici legati al miglior rendimento dei trasporti a cui sono legati benefici ambientali in termini di riduzione di inquinamento atmosferico.

Poichè la percentuale di raccolta differenziata ascrivibile a bottiglie di plastica e lattine di alluminio è suscettibile di miglioramento, chiediamo all’Amministrazione comunale,  con la seconda mozione presentata (“Introduzione di eco-compattatori sul territorio comunale”), di installare degli eco-compattatori sul territorio comunale, al fine di incrementare la raccolta ed il recupero dei suddetti rifiuti da imballaggio conferiti dai cittadini, incentivando sia i cittadini che gli esercizi commerciali presenti sul territorio.

 

RISCOSSIONE SICILIA SPA : le domande di M5S rimangono senza risposta

COMUNICATO STAMPA

Una delibera per affidare a Riscossione Sicilia Spa la riscossione di crediti sul territorio siciliano ma le domande del Movimento Cinque Stelle rimangono senza risposta

Mogliano Veneto, 25/07/18. La proposta di delibera discussa nell’ultimo Consiglio Comunale “Affidamento delle funzioni e delle attività relative alla riscossione ai soggetti preposti al servizio pubblico nazionale di riscossione, integrazione della delibera comunale del 28.08.17” è tutt’altro che trasparente, sembra sia stata presentata in modo da non favorirne la comprensione e motivarne la sua necessità. Siamo poi ormai abituati ad ascoltare nei Consigli Comunali e nelle Commissioni stringate sintesi dei testi delle delibere principalmente per bocca dei dirigenti e non della parte politica: gli Assessori di riferimento e la Sindaca. Stringate sintesi o semplicemente la lettura delle delibere che non ci chiariscono il quadro in cui si inseriscono, le necessità che le sostengono né le valutazioni che sono state fatte . Salvo chiedere alla fine se vi sono domande. I Consiglieri spesso si trovano a dover discutere e votare proposte decontestualizzate e non relazionate con la necessaria dovizia di informazioni e collegamenti e motivazioni.

La delibera, in poche parole, è così formulata:

Tenuto conto che Agenzia delle Entrate è subentrata ad Equitalia, preso atto che “Riscossione Sicilia Spa, costituisce soggetto preposto alla riscossione nazionale nell’ambito del territorio della Regione Sicilia e che Riscossione Sicilia Spa costituisce espressione dell’autonomia speciale riconosciuta a detta regione in materia di entrate pubbliche, che la nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione è succeduta nell’esercizio delle funzioni di riscossione nazionale di competenza delle sole società del gruppo Equitalia di proprietà dello Stato con estensione quindi delle stesse a tutto il territorio nazionale ad eccezione della Sicilia;

Si delibera per le motivazioni espresse “di affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali.”

In mancanza di una necessaria relazione approfondita da parte della dirigente abbiamo posto alcune domande:

1) L’Amm.ne di Mogliano Veneto è al corrente della grave situazione che coinvolge la Società siciliana cui si vuole affidare la riscossione dei tributi?

2) Quante cartelle sono riferibili a Riscossione Sicilia Spa?

3) A che periodo si riferiscono?

4) A quanto ammontano?

5) Saranno recuperabili con questa delibera?

6) Perchè si sceglie proprio ora di integrare la deliberazione dell’anno scorso per affidare a Sicilia Riscossione Spa “per il territorio della Regione di Sicilia” le funzioni e le attività relative alla riscossione coattiva delle entrate del Comune di Mogliano Veneto sia tributarie che patrimoniali, a 5 mesi dalla sua liquidazione?

7) A chi sono riferibili i Crediti di cui dovrebbe occuparsi questa società?

8) Infine , qual è l’interesse per i cittadini di Mogliano in questa deliberazione del C. C. e perché è necessaria una deliberazione del Consiglio comunale essendo già chiariti nel D.L. 193 del 2016 le funzioni e le competenze dell’Agenzia delle Entrate sul territorio nazionale e di Sicilia Riscossione sul territorio siciliano?

Per farsi un’idea della situazione in cui versa “Riscossione Sicilia Spa” è sufficiente un giro in internet: “Riscossione Sicilia nel baratro Ecco cosa vuole fare il governo” (“La Sicilia” 06/01/2018Nel buco regionale 100 milioni di mancati versamenti di tributi. Sui 355 milioni di presunte entrate poi non incassate dalla Regione, 100 milioni riguardano mancati versamenti nelle casse regionali da parte di Riscossione Sicilia, la società di recupero delle imposte pubblica, nei cui confronti è stato presentato un esposto per verificare eventuali responsabilità penali e contabili. Tutto nasce dal congelamento da parte del Monte Paschi di Siena di alcune somme di Riscossione depositate nei conti della banca. L’ennesimo capitolo di un contenzioso che risale all’ex Serit e all’uscita della banca senese dalla compagine societaria siciliana. La cessione delle azioni Mps alla Regione avvenne con un prezzo «provvisorio» di 20 milioni di euro. E il cda nominato dal governo di Totò Cuffaro, per rilevare la Serit e far nascere Riscossione Sicilia, avallò un prestito per rimborsare Montepaschi. Con chi venne acceso il mutuo? Con la stessa Mps, naturalmente.” Sono stati presentati esposti in procura, “denunciando decine di milioni di incasso «illegittimo» di Mps e contestando la valutazione delle quote cedute da Mps. Ma a Siena i conti non tornano: si ritengono creditori di circa 120 milioni. E ne hanno trattenuto 100 dai conti correnti.” “Riscossione Sicilia, è gestita dal collegio dei revisori…la società è in liquidazione: entro il 31 dicembre 2018 dovrà chiudere, trasferendo competenze (e i 600 dipendenti) all’Agenzia delle Entrate.” “Si vocifera di 23 milioni di spese legali da liquidare, oltre che di un sistema informatico obsoleto, che non “parla” più con quello dell’Agenzia delle Entrate. Che non farebbe un ottimo affare mettendosi in pancia Riscossione Sicilia.”

Riscossione Sicilia, “fare luce sulla gestione dissennata e accelerare la riforma” la richiesta dei sindacati (Blog Sicilia.it 18/06/2018)Dopo le dimissioni del cda di Riscossione Sicilia, insediato da pochi giorni, Fisac Cgil, Ugl credito e Unisin tornano a chiedere al governo regionale “di accelerare la riforma facendo confluire funzioni e personale della riscossione verso l’Ente economico nazionale controllato dall’Agenzia delle Entrate, che potrà dare maggiore efficienza ed economicità all’attività, nell’interesse della Regione, dei cittadini e dei lavoratori”. “In un comunicato i sindacati sottolineano che “l’enorme contenzioso, causato dalla gestione incompetente e colpevole delle governance precedenti e dagli attuali vertici interni è solo una parte della situazione di sbando operativo e decisionale che abbiamo denunciato in questi anni….” “E’ chiaro ormai a tutti che non si debba perdere altro tempo: si nomini un cda col mandato di portare la società verso la liquidazione e il governo concordi col Ministero delle Finanze il passaggio di funzioni e personale ad Agenzia delle Entrate Riscossione”.

I dubbi, le perplessità sulla necessità di questa deliberazione, alla luce della gravità e la complessità della Società Riscossione Sicilia, a cinque mesi dalla sua liquidazione, non sono stati chiariti nella risposta del Sindaco né della Dirigente e tuttora permangono.

La Sindaca nella sua “non risposta” ha esordito liquidando a mere polemiche la nostra legittima richiesta di chiarimenti,

Siamo stati costretti a non partecipare a questa votazione. Rimaniamo però ancora in attesa di risposta.

L’auspicio è che nel confronto tra posizioni contrapposte, non possa mai mancare il rispetto del lavoro e del ruolo istituzionale tra le parti. Anche il Consigliere di maggioranza Nilandi, nel suo intervento, ha stigmatizzato l’atteggiamento di chiusura da parte della Sindaca che non giova al corretto sviluppo della dialettica democratica in seno al Consiglio Comunale.

Sì al bando “WIFI4EU”ed approvata all’unanimità la mozione “RETE CITTA’ SANE-OMS”

COMUNICATO STAMPA

Passano in Consiglio Comunale due proposte del Movimento Cinque Stelle

Mogliano Veneto, 24/07/18 Due proposte del Movimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto sono state accolte positivamente dal Consiglio Comunale, lunedì sera.

“Avevamo depositato le due proposte in Marzo, siamo molto soddisfatti dell’esito positivo ottenuto in Consiglio comunale, anche se lamentiamo il ritardo con cui sono state calendarizzate.

“WIFI4EU” è un’iniziativa della Commissione Europea che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria. Molte zone del nostro comune risultano ancora scoperte e aspettano da anni il collegamento Adsl, impedendo l’accesso ai servizi, come nel caso delle frazioni, delle scuole e degli ambulatori medici. A Bonisiolo ad esempio il comitato di quartiere ha dovuto impegnare fondi propri sia per l’acquisto della parabola wi-fi che per il pagamento del canone, vista l’indifferenza del Comune. Il medico di base con l’ambulatorio nei locali dell’ex scuola elementare, adibita a centro servizi per la comunità, non poteva rilasciare le ricette per i propri assistiti via internet come prevede la legge; ma anche nello stesso Municipio, il wi-fi è assente e i Consiglieri durante le sedute del Consiglio comunale non hanno l’accesso al wi-fi.

Impegnavamo con la nostra mozione di marzo, Sindaco e Giunta a partecipare con solerzia al bando, trattandosi di un bando a chiamata, con un valido progetto.

Il bando che scadeva in Maggio, è stato rinviato in autunno per problemi dovuti alla massiccia adesione dei comuni, questo darà modo al Comune di perfezionare un progetto e di presentarlo per tempo. L’Assessore di riferimento ha assicurato che il Comune parteciperà al bando.

Anche la seconda mozione per l’Adesione del Comune alla “Rete Città Sane- OMS” ha trovato l’approvazione all’unanimità di tutto il Consiglio e dell’Assessore all’Ambiente a nome della Giunta.

La Rete Italiana Città Sane – OMS è una associazione di Comuni italiani, nata nel 1995 come movimento di Comuni e divenuta nel 2001 associazione senza scopo di lucro. La Rete promuove il ruolo e l’impegno dei Comuni italiani nelle politiche di promozione della salute a livello locale. Diffonde e sviluppa il movimento Città Sane a livello nazionale: i Comuni associati mirano a costruire un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche di promozione della salute, ad esempio in materia di inquinamento delle città, prevenzione di tumori, trapianti, risorse sanitarie.

Secondo questa prospettiva, la Salute non è solo assenza di malattia, ma è un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

La Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla.

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

Il Progetto Città Sane nasce per aiutare le città a perseguire concretamente questi obiettivi. Le parole chiave sono: salute a tutto campo, benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle città come promotrici di salute.

“Crediamo in questi valori e riteniamo che gli amministratori con le loro azioni debbano tutelare innanzitutto la Salute e l’Ambiente aldilà degli schieramenti politici. La nostra proposta è stata accolta con ampio consenso da maggioranza, opposizione e Giunta. Siamo soddisfatti perchè pur da opposizione la nostra attività ha trovato ancora una volta condivisione unanime su temi importanti.”

Dove sono il bilancio partecipativo e il baratto amministrativo?

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 27/04/18. “Nonostante la necessità di accantonare il 70 per cento dell’avanzo a fondo rischi, ci siamo impegnati a investire comunque risorse sufficienti a realizzare alcuni degli obiettivi di programma che abbiamo con la città. Parole del Sindaco in sede di approvazione del Rendiconto.

Proprio perche’ si parla di obiettivi di programma, non ha pensato il Sindacodi consultare i cittadini sulle priorità da finanziare con questo tesoretto, visto che anche il bilancio partecipativo era nel programma di questa amministrazione e visto l’ingente avanzo di amministrazione?

Ma l’impegno preso a suo tempo dall’amministrazione con la cittadinanza sulla partecipazione non si è ad oggi concretizzato, e questo è l’impegno più importante di tutti. Per individuare le priorità non ci si deve affidare a meri tornaconti elettorali, ma si consultano TUTTI i cittadini, non solo i portatori di voto!

Il Bilancio Partecipativo è un procedimento attraverso il quale la popolazione individualmente e attraverso le proprie forme di aggregazione sociale, è chiamata a stabilire come utilizzare le risorse a disposizione dell’ente o una parte d’esse..

Il M5S presentò, nell’ormai lontano il 23/06/15, una propria mozione per impegnare sindaco e Giunta ad introdurre mediante regolamentazione il Bilancio Partecipativo, ma fu bocciato da questa maggioranza, che ne ignorava perfino la presenza nelle linee programmatiche.

Non ha pensato il Sindaco, per esempio, di utilizzare parte di questo avanzo di amministrazione per sgravare i cittadini dalla pressione fiscale?

Da alcuni anni il baratto amministrativo viene adottato in vari Comuni, producendo da un lato un’occasione per i contribuenti in difficoltà di assolvere ai propri doveri e dall’altro la possibilità di usufruire di una “nuova” forza lavoro, visto che ad oggi le assunzioni risultano essere bloccate ed i tagli nella gestione amministrativa risultano essere sempre più ingenti. I tributi a cui si riferisce la legge sono TASI, IMU, TARI ed in generale i debiti che i cittadini hanno contratto con il fisco. L’esenzione del pagamento delle tasse locali è concessa solo per un periodo di tempo limitato ed è commisurato all’entità del lavoro svolto e del debito da saldare con la Pubblica Amministrazione. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, boschi, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extra urbano.

A Mogliano Veneto il 18/08/15 il M5S propose il baratto amministrativo, con una propria mozione e fu approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Insieme alla proposta depositammo anche una bozza di regolamento. Da allora giace sul tavolo degli uffici comunali che avrebbero dovuto redarre l’apposito regolamento. A nulla sono valse le nostre successive interpellanze, che sono state liquidate con risposte insoddisfacenti.

Nel frattempo sono subentrate alcune deliberazioni della Corte dei Conti che hanno fatto chiarezza sulle modalità con cui i Comuni possono applicarlo, non essendoci una legislazione completa.

Ma la nostra mozione approvata dall’intero consiglio è ad oggi ancora disattesa. Non sono anche questi obiettivi che i cittadini attraverso i loro rappresentanti attendono che siano realizzati?

Sottolineiamo infine che quello che è l’assessorato più importante, dalle dimissioni del Vice Sindaco, Dott. Bardini, è ancora nelle mani del Sindaco, oltre a quello sulla pianificazione del territorio, urbanistica ed edilizia.

Abbandonato il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, 21/04/18. La Giunta Regionale abbandona il progetto SFMR che prevedeva l’adeguamento a standard metropolitano delle linee ferroviarie per un efficiente sistema integrato di trasporto pubblico, per l’impossibilità di finanziarlo.

Ribadiamo che il trasporto su ferro è fondamentale per soddisfare le esigenze di mobilità del Veneto, ridurre l’inquinamento ambientale, il traffico e l’incidentalità sulla rete stradale; la mobilità sostenibile è una delle nostre stelle. Questa Giunta regionale invece investe in strade ed autostrade: per questo scopo i soldi pubblici non mancano mai.

All’assemblea pubblica su SFMR, tenutasi ieri in Municipio a Mestre, erano presenti alcuni esponenti dl M5S, tra cui la senatrice Orietta Vanin: “Negli ultimi 15 anni, come emerge dal dossier di Legambiente «Pendolaria 2017» sui trasporti, finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane e le Regioni stanno sulla scia nazionale. Bisogna assolutamente cambiare rotta e noi ci impegnamo a farlo. Occorre un piano della mobilità sostenibile condiviso con i cittadini.

Siamo inoltre preoccupati per il blocco dei cantieri per la realizzazione delle stazioni Sfmr della Gazzera (sulla linea Mestre-Treviso) e di via Olimpia (sulla Mestre-Trieste) che rischia di trasformare sottopassi e percorsi già realizzati in opere incompiute, senza prospettiva di sviluppo, abbandonate al completo degrado. Registriamo l’assoluto abbandono di quelli che dovevano essere secondo questo progetto i nodi strategici per i servizi alla città”.

Presente anche Cristina Manes, portavoce del M5S di Mogliano Veneto che dichiara: “la realizzazione di una mobilità sostenibile appare gravemente compromessa nel Veneto, e Mogliano subisce le dirette conseguenze di queste decisioni della Giunta Zaia, con la cancellazione della stazione a Marocco, prevista dal progetto SFMR. In tutto ciò la Regione ha le sue responsabilità, ma il nostro Comune ne ha altre: è evidente l’assenza di concrete politiche locali che perseguano questo obiettivo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dall’attuare azioni per un futuro sostenibile.

Si inizi quindi da queste priorità per individuare linee guida e obiettivi chiari e mirati per gli investimenti futuri! Dopodichè gli amministratori, anche quelli dei comuni, mettano in atto loro azioni per i servizi alla cittadinanza, la riduzione dell’inquinamento nei territori e lo stop a nuovo cemento.”

Dei 5,9 miliardi di euro previsti dal piano originale degli interventi, per la realizzazione di questa infrastruttura, in venti anni sono stati realizzati soprattutto sottopassi, parcheggi, nuove stazioni (9 sulle 37 previste), acquisto di nuovi treni (24 sui 120 preventivati), adeguamento di fermate (22 su 162), ed eliminati passaggi a livello (66 su 407) per un valore di un miliardo e 20 milioni di euro. Molto cemento e asfalto, un po’ meno binari. Oggi tutto si ferma. Mentre la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

La Regione, per la realizzazione di SFRM era legata alla Net Engineering spa da un rapporto contrattuale esclusivo e vincolante, oggetto di varie revisioni, che lo hanno reso pesantemente oneroso: si necessitava di consulenze di Net Engineering anche per affidare a RFI la soppressione di un passaggio a livello, e la società stessa prendeva un obolo ogni volta che la Regione ordinava un treno.

Non ci dimentichiamo poi che alcuni protagonisti della storia di S.F.M.R. sono noti alle cronache per diverse vicende giudiziarie, come Angelo Balducci in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio nominato nei primi due arbitrati delle Imprese Astaldi S.p.A.; l’Impresa di costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., implicata negli scandali Expo 2015 e M.O.SE Venezia; Ing. Renato Chisso e Giancarlo Galan.

IL M5S CHIEDE L’ADESIONE DI MOGLIANO VENETO ALLA “RETE ITALIANA CITTA’ SANE- OMS”

COMUNICATO STAMPA

La Salute come un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale

Mogliano Veneto, 28/03/18. La Salute è un bene primario. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, così recita l’art. 32 della nostra Costituzione. Ma la Salute non è solo assenza di malattia, quanto un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

Secondo questa prospettiva, la Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla. La Città Sana è una città che costantemente crea e migliora i contesti fisici e sociali ampliando le risorse della comunità, permettendo ai cittadini di aiutarsi a migliorare tutti gli aspetti della vita ed a sviluppare al massimo il proprio potenziale.

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

Per questo motivo abbiamo presentato una mozione per impegnare Sindaco e Giunta all’adesione del Comune di Mogliano Veneto all’Associazione “Rete Italiana Città Sane-OMS”.

Il “Progetto Città Sane” è promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la Salute, che dal 1948 opera con l’obiettivo di assicurare alla popolazione mondiale il più alto livello di salute.

L’OMS lavora direttamente con i Governi locali, tramite il suo Centro per la Salute Urbana ed una rete di città (le Città Sane), per supportare i Paesi nel promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute, anticipare le sfide future per la salute.

La “Rete Italiana Città Sane-OMS” offre ai Comuni soci un insieme di risorse importanti per l’attività quotidiana di gestione della salute pubblica.
Si tratta in parte di strumenti operativi, frutto della ricerca e dell’esperienza italiana, europea e internazionale sull’argomento, e in parte di occasioni di condivisione, di scambio di buone pratiche, di progetti di successo, di modelli di attività, di idee e stimoli, come solo una Rete può offrire.

I principali progetti e le attività promosse nell’ambito del Progetto Città Sane – OMS sono ideati, definiti e co-progettati in stretta collaborazione con Aziende Sanitarie, Amministrazioni Pubbliche, Università, Scuole, Associazioni di categoria e volontariato, realtà economiche e produttive pubbliche e private interessate al tema della promozione della salute, con partenariati attivati secondo le esigenze e le finalità delle azioni.

Oggi i Comuni in Italia che fanno parte della rete sono oltre 70. Le azioni chiave perseguite sono:

  • promuovere e realizzare sul territorio azioni intersettoriali con obiettivi di tutela della salute pubblica, sicurezza, solidarietà sociale e condizioni ambientali in linea con i principi ispiratori;

  • sostenere e valorizzare le esperienze e le progettualità di tutti gli attori del territorio che si riconoscono nelle finalità del Progetto Città Sane;

  • predisporre Piani per la Salute che si integrino con i progetti e le scelte programmatiche dei Comuni.

Ritenendo importanti questi principi, chiediamo che Mogliano Veneto possa perseguire questi obiettivi, attraverso l’adesione alla “Rete Città Sane”.

 

 

Bando europeo “WIFI4EU”: un passo verso la digitalizzazione

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 27/03/18. Vista la recente approvazione del progetto “WiFI4EU”, mediante il quale la Commissione europea intende promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici, quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta Europa, abbiamo presentato questa mattina una mozione per impegnare Sindaco e Giunta ad attivarsi affinché si presenti il prima possibile un progetto valido che riesca ad accedere ai bandi europei, in modo da garantire ai cittadini di Mogliano Veneto, il diritto ad accedere ad un servizio di tale importanza.

“Per Il Movimento 5 Stelle l’accesso a Internet è un diritto che va riconosciuto a tutti i cittadini: siamo per la cittadinanza digitale per nascita, oltre che per la copertura completa dell’ADSL a livello nazionale”, dichiara Cristina Manes portavoce del M5S a Mogliano Veneto.

Anche molte zone della nostra città infatti, non sono ancora raggiunte dalla rete, creando quel digital divide che penalizza privati, professionisti e strutture pubbliche, anche per mancanza di infrastrutture. Ricordiamo che l’Italia si è impegnata alla copertura totale del territorio nazionale con la banda larga a 30 megabit e al 50% con la banda ultra-larga a 100 megabit entro il 2020”.

“WiFi4EU” è una iniziativa senza precedenti, che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis a internet da qualsiasi luogo pubblico.

Questa proposta si inquadra in un più ampia progettazione della Commissione europea tesa a favorire la realizzazione del mercato unico digitale, avrà un bilancio di 120 milioni di euro tra il 2017 e il 2019, favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria.

L’azione promossa con “WiFi4EU” è indirizzata agli organismi del settore pubblico, come ad es. municipi, biblioteche e centri sanitari e finanzierà l’attrezzatura e i costi di installazione.

Le autorità locali saranno incoraggiate a sviluppare e promuovere i propri servizi digitali in settori quali l’amministrazione online, la telemedicina e il turismo elettronico con un’apposita app.

Poichè il 15 maggio 2018 alle ore 13 verrà pubblicato il primo bando ed i progetti saranno selezionati in base all’ordine di presentazione delle domande, occorre agire tempestivamente per presentare un progetto valido e non perdere questa opportunità.