“PLASTIC FREE CHALLENGE”

COMUNICATO STAMPA

STOP alla plastica “usa e getta”: la nostra mozione approvata all’unanimità con un emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/2018. La nostra mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale: dopo un confronto con l’Assessore di riferimento, il nostro gruppo ha presentato un emendamento che prevede l’impegno a convocare in tempi brevi la Commissione afferente.
“Plastic Free Challenge” si inserisce nella più ampia campagna #IOSONOAMBIENTE, lanciata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Vari Enti locali ed Istituzioni hanno aderito alla iniziativa: Aosta, Sanza (SA), Sutri (Vi), Università di Foggia, Lampedusa, Alcamo, San Sepolcro, Sutri (Vi), Ancona, Reg. Liguria, etc…
Abbiamo rilanciato nel Veneto la campagna promossa dal Ministro dell’Ambiente; dopo aver presentato la nostra mozione per aderire alla campagna, ci hanno seguito molti consiglieri del M5S in diversi comuni e nei prossimi giorni altri consiglieri comunali la presenteranno o discuteranno: Santa Maria di Sala, Salzano, Mira, Treviso, Conegliano, Pescantina, Conselve, alcuni comuni della provincia di Rovigo e molti altri.
E’ importante partecipare a questa iniziativa che coinvolge amministrazioni locali ed istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e per prendere contemporaneamente consapevolezza dell’esigenza di una visione d’insieme per il futuro del pianeta.

#IOSONOAMBIENTE significa che ogni nostra azione e scelta nei consumi incide sull’ambiente, a partire dai prodotti nella nostra borsa della spesa.
Gli Enti locali hanno un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno ad un nuovo approccio verso l’ambiente, ad una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli.

Con iniziative concrete, come ad esempio il divieto di uso della plastica monouso presso tutte le sedi comunali ed uffici ad esso connessi.

Piccole singole azioni positive per un grande traguardo. Occorre perciò che tutti i Comuni si sentano parte in causa e partecipino in maniera massiccia all’iniziativa, non procrastinando scelte oramai necessarie.
Invitiamo pubblicamente tutti i Comuni del Veneto ed Italia ad aderire in massa a questa chiamata all’azione per incidere insieme e in maniera compatta, sul nostro domani. Per questo mettiamo a disposizione la nostra mozione, come abbiamo già fatto, per chi volesse portarla nel proprio Consiglio Comunale.

INSTALLAZIONE DI ECOCOMPATTATORI SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNICATO STAMPA

La discussione della mozione del M5S, bocciata dalla maggioranza dopo un nostro emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/18. Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.
L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008, viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.
Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.
I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.
Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). I principali obiettivi introdotti riguardano:
– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

In questo contesto si inserisce la nostra mozione: gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto ed alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.
Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.
I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).
Il servizio prevede: comodato d’uso gratuito degli eco compattatori; servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati; servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori; strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori; un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.
L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.
La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio Comunale, per controbattere all’Assessore, circa un necessario coinvolgimento di Veritas, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, abbiamo sottolineato che,  ciò non sarebbe necessario nel caso di installazione su suolo privato .
Abbiamo segnalato inoltre che il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.
Dopo due anni dalla richiesta, il Ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.
Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.
Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania
A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbero le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I membri del Consorzio sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.
Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.
Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).
Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilita concreta per tutti.
Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi ed ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.
In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.
Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge ed avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i Supermercati.
C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.
Che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).
I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.
Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet,  delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.
Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

La nostra proposta va nella direzione indicata dall’ Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’Assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione comunale. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata. Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

Sì al bando “WIFI4EU”ed approvata all’unanimità la mozione “RETE CITTA’ SANE-OMS”

COMUNICATO STAMPA

Passano in Consiglio Comunale due proposte del Movimento Cinque Stelle

Mogliano Veneto, 24/07/18 Due proposte del Movimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto sono state accolte positivamente dal Consiglio Comunale, lunedì sera.

“Avevamo depositato le due proposte in Marzo, siamo molto soddisfatti dell’esito positivo ottenuto in Consiglio comunale, anche se lamentiamo il ritardo con cui sono state calendarizzate.

“WIFI4EU” è un’iniziativa della Commissione Europea che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria. Molte zone del nostro comune risultano ancora scoperte e aspettano da anni il collegamento Adsl, impedendo l’accesso ai servizi, come nel caso delle frazioni, delle scuole e degli ambulatori medici. A Bonisiolo ad esempio il comitato di quartiere ha dovuto impegnare fondi propri sia per l’acquisto della parabola wi-fi che per il pagamento del canone, vista l’indifferenza del Comune. Il medico di base con l’ambulatorio nei locali dell’ex scuola elementare, adibita a centro servizi per la comunità, non poteva rilasciare le ricette per i propri assistiti via internet come prevede la legge; ma anche nello stesso Municipio, il wi-fi è assente e i Consiglieri durante le sedute del Consiglio comunale non hanno l’accesso al wi-fi.

Impegnavamo con la nostra mozione di marzo, Sindaco e Giunta a partecipare con solerzia al bando, trattandosi di un bando a chiamata, con un valido progetto.

Il bando che scadeva in Maggio, è stato rinviato in autunno per problemi dovuti alla massiccia adesione dei comuni, questo darà modo al Comune di perfezionare un progetto e di presentarlo per tempo. L’Assessore di riferimento ha assicurato che il Comune parteciperà al bando.

Anche la seconda mozione per l’Adesione del Comune alla “Rete Città Sane- OMS” ha trovato l’approvazione all’unanimità di tutto il Consiglio e dell’Assessore all’Ambiente a nome della Giunta.

La Rete Italiana Città Sane – OMS è una associazione di Comuni italiani, nata nel 1995 come movimento di Comuni e divenuta nel 2001 associazione senza scopo di lucro. La Rete promuove il ruolo e l’impegno dei Comuni italiani nelle politiche di promozione della salute a livello locale. Diffonde e sviluppa il movimento Città Sane a livello nazionale: i Comuni associati mirano a costruire un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche di promozione della salute, ad esempio in materia di inquinamento delle città, prevenzione di tumori, trapianti, risorse sanitarie.

Secondo questa prospettiva, la Salute non è solo assenza di malattia, ma è un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

La Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla.

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

Il Progetto Città Sane nasce per aiutare le città a perseguire concretamente questi obiettivi. Le parole chiave sono: salute a tutto campo, benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle città come promotrici di salute.

“Crediamo in questi valori e riteniamo che gli amministratori con le loro azioni debbano tutelare innanzitutto la Salute e l’Ambiente aldilà degli schieramenti politici. La nostra proposta è stata accolta con ampio consenso da maggioranza, opposizione e Giunta. Siamo soddisfatti perchè pur da opposizione la nostra attività ha trovato ancora una volta condivisione unanime su temi importanti.”

Acque rosse nel bacino di laminazione Scolo Rusteghin e Buratti del fiume Zero

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 08/03/18. All’altezza della rotatoria tra la strada provinciale 65 e la tangenziale nord-ovest, nella mega vasca di espansione realizzata lungo il fiume Zero e i canali consortili Rusteghin e Buratti, ci è stata segnalata ieri dai cittadini un’anomala colorazione delle acque. Giunti in loco tempestivamente per un sopralluogo, abbiamo potuto constatare una una colorazione rossa delle acque del bacino di laminazione (vedasi foto in allegato) e successivamente la presenza di Arpav e della Polizia Locale.

Nell’ottica di vigilanza del territorio e non di mero allarmismo, con lo scopo di informare in maniera tempestiva e trasparente la cittadinanza e di prendere gli opportuni provvedimenti per la tutela della salute pubblica, abbiamo presentato un’interrogazione urgente a Sindaco e Giunta, chiedendone l’iscrizione nel Consiglio Comunale di martedì prossimo.

Chiediamo, nello specifico, di essere relazionati sulla natura del fenomeno, le cause che l’hanno determinato, la sua estensione, il risultato dei prelievi dell’ArpaV, le eventuali responsabilità ed infine sull’eventuale impatto sull”ambiente e la salute pubblica, nel breve e nel lungo termine.

INQUINAMENTO DA MERCURIO: BASTA TERGIVERSARE!

COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ArpaV  le indicazioni sui pozzi da monitorare

Mogliano Veneto 17/12/17. “I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano, non ci restituiscono la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento”, dichiara la portavoce del M5S Cristina Manes. “La scelta dei pozzi è stata effettuata con criteri sui quali nutriamo forti perplessità: sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce in civici attigui, due dei quali allo stesso civico.

L’Assessore all’Ambiente Mancini, in varie occasioni ha dichiarato (Relazione al Consiglio Comunale del 30.09.17) che fra i 500 pozzi “censiti”, si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, così come risulta dalle analisi sin qui condotte da ARPAV”, ma non è proprio così.
Ha dichiarato anche: “Le preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro anche a marzo”, ma non è proprio così.
E’ convinzione degli esperti è che il plume inquinante si stia dirigendo da Nord-Ovest a Sud Est, ma il nostro studio dei vari monitoraggi ArpaV della provincia, comprese le ultime analisi nei pozzi monitorati, ci fa constatare che, prendendo come riferimento la S.S.13 Pontebbana “Il Terraglio”, i valori più elevati sono quelli ad Ovest del Terraglio, quelli più prossimi alla zona di Campocroce; “la situazione particolarmente grave” è quella del pozzo di Via Baratta Vecchia a Preganziol, dove è stato riscontrato un livello ancora più preoccupante: 3,8 mg/l. E anche nei pozzi degli altri comuni monitorati, valori ancora più alti li troviamo da nord a sud, ad Ovest del Terraglio.

Allora, perché, volendo definire la reale situazione sul nostro territorio, non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più alti? Perché 4 pozzi tutti attigui in Via della Croce? Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano a nord, a sud, ad est e ad ovest? L’ho chiesto personalmente ad Arpav, e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del Comune, Arpav è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il Comune voglia indicare.
Il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio. Non conosce ancora l’esatto numero dei pozzi, le loro profondità e altre caratteristiche. Ma non è neppure intervenuto per indirizzare le ricerche sui pozzi più a rischio sulla base di ciò che ad oggi si conosce.
Tutto ciò rende difficile i controlli e la tutela della salute dei cittadini. Bisogna intervenire con tutti i mezzi a disposizione per aver precisione del fenomeno. Occorre con urgenza un censimento dei pozzi, lo ripetiamo per l’ennesima volta e le amministrazioni devono fare la loro parte. L’Amministrazione fornisca pertanto al più presto ad ArpaV le indicazioni sui pozzi da monitorare!
La risposta in questi casi è sempre il “faremo”, ma non si può non osservare che in questi tre anni si sarebbe potuto già fare. Sarebbe sufficiente un’ordinanza che rendesse obbligatoria la dichiarazione dei pozzi con i relativi dati costruttivi, pena una sanzione, e controlli a tappeto della Polizia locale per avere un censimento completo. In ogni caso questi sono dati reperibili dalle richieste di agibilità delle abitazioni.
Quello che il Comune già aveva ed ha ad oggi è un elenco (tra l’altro male organizzato) di circa 500 pozzi che non corrispondono alla totalità dei pozzi presente nel nostro territorio e alle sue caratteristiche, così come i risultati del monitoraggio a Mogliano non ci restituiscono una fotografia del fenomeno nel nostro Comune.

In ogni caso occorre evidenziare che i valori riscontrati dal 2010, data della scoperta dell’inquinamento e i successivi monitoraggi che si sono effettuati dal 2011 ad oggi nei Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso, Casier interessano una zona limitata del territorio provinciale e non sono rappresentativi dell’esatta entità del fenomeno: sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. Questo non esclude quindi la presenza dell’inquinamento in altri comuni limitrofi o nei pozzi attigui a quelli dove è stato ricercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa.
Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda, quindi solo i pozzi tra i 200 e 300 metri. Posto che è difficile definire con precisione la divisione delle falde, “quanto si conosce deriva da controlli realizzati su pozzi già esistenti, utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile da parte di privati, per l’alimentazione dell’acquedotto e per scopi industriali; la scarsa presenza di pozzi a profondità diverse da quelle ritenute maggiormente produttive, fa sì che altre quote siano poco rappresentate, non potendosi escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità.” E’ la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, che si è occupata del fenomeno, a sottolinearlo.
Infine, il rilevamento di mercurio nei quattro pozzi di Via della Croce, anche se sotto la soglia di 1 mg/l, ci deve far tenere alta l’attenzione, intervenendo secondo il principio di precauzione, poiché i parametri con cui è stato stabilito il limite di legge riguardano esclusivamente l’intossicazione acuta e non gli effetti biologici a lungo termine sulla salute umana.

Con l’azione politica del M5S, si è ottenuta la partecipazione del Comune di Mogliano Veneto ai tavoli con Arpav, Usl e Regione Veneto, insieme agli altri comuni interessati, per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione dei monitoraggi anche nel nostro territorio comunale; ma l’occasione è stata sprecata, o meglio è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini sul pericolo, purtroppo ancora incombente, per il nostro territorio comunale e al contempo “regalarsi” un’immagine efficiente, in grado di gestire ed affrontare l’evoluzione di questo fenomeno.”

MERCURIO NELLA FALDA ACQUIFERA: I Risultati delle Analisi

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 07/19/2017. Alla luce delle risultanze delle recenti analisi su alcuni pozzi di Mogliano Veneto, e alla campagna di monitoraggio conclusasi a marzo sui pozzi nella provincia di Treviso, la portavoce del M5S Cristina Manes dichiara: “A Mogliano, prima della battaglia di sensibilizzazione del M5S, il fenomeno dell’inquinamento da mercurio che interessa la falda acquifera della provincia di Treviso, non rientrava nel dibattito politico. Nessuna azione di confronto con i vicini Comuni interessati era stata intrapresa dall’Amministrazione. Abbiamo acceso l’attenzione dei nostri concittadini e dell’Amministrazione sul preoccupante fenomeno e sui rischi anche per Mogliano Veneto, portando in Consiglio una nostra interpellanza. Con questo atto ispettivo, abbiamo chiesto in primo luogo all’Amministrazione di conoscere lo stato dell’acquedotto e dei pozzi del Comune di Mogliano Veneto, in riferimento non solo alla presenza di mercurio, ma anche di PFAS e di glyphosate, sul quale già ci eravamo già battuti chiedendone il divieto attraverso un regolamento sull’utilizzo dei fitofarmaci. Poi, di intraprendere azioni con gli altri Comuni coinvolti per chiedere alla Regione Veneto di implementare tramite Arpav e ULSS i monitoraggi per il controllo degli inquinanti, estendendoli anche a Mogliano Veneto, ed infine di informare la popolazione di Mogliano Veneto. Tutte le azioni portate avanti dalla Giunta in questo senso sono consequenziali alla nostra azione politica. Siamo riusciti ad ottenere così l’estensione dei controlli anche a Mogliano Veneto. La nostra interpellanza sulla grave situazione di inquinamento della falda acquifera della provincia di Treviso, nel mese di giugno è stata portata anche sul tavolo dei Ministri dell’Ambiente e della Salute, come interrogazione urgente, dal Senatore Gianni Girotto del M5S”

Prosegue la capogruppo del M5S: “L’Assessore all’Ambiente ha recentemente relazionato sullo stato delle acque di Mogliano in seguito alle risultanze dei campionamenti effettuati da Aprile a Luglio, e sugli ultimi risultati sulla zona già da anni monitorata che comprende i Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso e Casier.

Dovremmo essere tranquillizzati dalle conclusioni rassicuranti dell’Assessore sull’esito delle indagini nel nostro Comune che così si possono riassumere: i monitoraggi sono stati fatti, i valori del mercurio sono al di sotto dei limiti. Continuiamo a monitorare. L’acqua dell’acquedotto è sicura.
Eppure non lo siamo, per alcune ragioni che di seguito elenchiamo.

Difficile stare tranquilli, considerando che, solo a qualche chilometro di distanza, si sono raggiunti, dal 2012 ad oggi, picchi elevatissimi e tuttora, secondo gli ultimi dati i valori sforano, in diversi pozzi, i limiti consentiti.

Quando Arpav aveva chiesto al Comune di Mogliano Veneto di indicare quali pozzi monitorare, il Comune non ha saputo dare le informazioni necessarie sui dati costruttivi dei pozzi, non possedendole, così i tecnici Arpav hanno dovuto scegliere i pozzi da monitorare basandosi fondamentalmente sulla direzione del plume ipotizzata in precedenza. Ma attenzione quando si dice che è stato fatto un monitoraggio sul territorio di Mogliano! Intanto i pozzi monitorati sono 4, tutti ubicati in Via Croce in tre civici contigui: due pozzi dello stesso civico ed altri due in abitazioni vicine. Quindi i risultati anche se negativi non rappresentano la situazione del territorio comunale, ma ci dicono solo che il valore del mercurio è al di sotto del limite in quei quattro pozzi. Avremmo dovuto cercare quantomeno in zone diverse. Secondo noi, inoltre, si devono ricercare gli inquinanti alle diverse profondità, non solo nella cosiddetta ottava falda, sulla quale si sono concentrate le ricerche.

Abbiamo più volte denunciato la mancanza di un censimento dei pozzi a Mogliano Veneto: ciò costituisce un ostacolo per il monitoraggio degli inquinanti nella falda nostro territorio. Ora, anche a seguito dell’approvazione, avvenuta a settembre, in Regione di una mozione sul censimento dei pozzi presentata dal Consigliere Scarabel, ci auguriamo che Regione ed Amministrazioni comunali provvedano al più presto ad adeguarsi.

Nella sua relazione poi l’Assessore, quando si riferisce all’ultimo monitoraggio di Marzo sulla falda acquifera della provincia di Treviso, tralascia le situazioni più allarmanti nei comuni contermini, dove l’inquinamento è stato scoperto già nel 2012.
Infatti dichiara: “Le nostre preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro a marzo.”
In realtà le situazioni gravi sono ben altre! Perchè non dice che a Preganziol in Via Baratta Vecchia sono stati rilevati 3.8 mg, in Via Marconi 2,1: valori molto superiori ai 1,8 di Via Schiavonia? Lo stesso a Quinto 2,1mg, a Treviso in Via Canizzano 2,1, in Via San Trovaso 4,1. Questi valori, anche quando in diminuzione rispetto ai picchi molto elevati delle precedenti rilevazioni, superano i limiti consentiti e possono ritenersi oscillanti rispetto ai vari periodi di riferimento.

La lettura dei dati della campagna conclusasi a marzo ci dice che il fenomeno dell’inquinamento della falda acquifera della provincia di Treviso non è in diminuzione. E che ora l’inquinamento maggiore si riscontra nei pozzi ad ovest del Terraglio, come testimoniano i 3,8 mg di Via Baratta Vecchia a Preganziol.
Perchè non si è cercato ad esempio nei pozzi di Campocroce, più prossimi a questa zona? Secondo noi bisognerebbe ritarare la direttrice precedentemente individuata e fare verifiche anche fuori dall’asse Nord- Ovest Sud -Est, aumentando i punti di monitoraggio, anche a Mogliano.

Vigileremo pertanto su come verranno gestiti i prossimi monitoraggi e affinchè venga compiuto il censimento dei pozzi. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questa grave minaccia per il nostro territorio e la salute dei cittadini, chiediamo che tutte le istituzioni si impegnino all’unisono per la ricerca della fonte e la bonifica dell’inquinamento”.

CHIUSURA DI VIA SASSI AI NON RESIDENTI – VIABILITA’ SUL TERRAGLIO

COMUNICATO STAMPA

Il diritto di viaggiare in sicurezza e il diritto alla salute

Mogliano Veneto, 08/06/17. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un’interpellanza a Sindaco e Giunta per fare chiarezza in Consiglio Comunale e far conoscere ai Consiglieri e alla cittadinanza come si intende risolvere il problema del traffico elevato nelle ore di punta sul Terraglio in relazione alla chiusura di Via Sassi. “La situazione già molto critica, si è andata ad appesantire notevolmente dopo la chiusura di Via Sassi per lavori. Molti dipendenti di aziende che hanno sede a Mogliano e Mestre sono obbligati a percorrere il tratto del Terraglio tra Mogliano Veneto e le due micro-rotonde che portano alla zona commerciale Auchan di Mestre e non hanno alternative: i circa 3000 dipendenti delle Generali, quelli di aziende limitrofe e tutti i lavoratori delle zone commerciali.
Chi proviene dal lato Ovest del Terraglio e utilizzava Via Sassi per recarsi a lavoro, ora è obbligato ad immettersi sul Terraglio aumentando la congestione del traffico, i rischi di incidenti e l’inquinamento. Sarebbe un disagio sopportabile se si trattasse di una situazione provvisoria, ma l’Amministrazione ha deciso, dopo averci investito soldi pubblici per allargarla e metterla in sicurezza, di chiuderla definitivamente al traffico e riservarla ai soli residenti, in qualche decina di abitazioni, prima di trovare delle soluzioni alternative.
Per questo motivo chiediamo che siano spiegate alla cittadinanza quali proposte sono state considerate nel tavolo con le Assicurazioni Generali Spa e con altri attori pubblici e privati eventualmente interessati, per migliorare la viabilità e riqualificare l’area circostante, quali scartate e quali accordi presi.
Vogliamo sapere quali soluzioni a breve, medio e lungo periodo questa Amministrazione intende attuare per risolvere il problema del traffico lungo il Terraglio nelle ore di punta e per ridurre il conseguente inquinamento acustico e atmosferico; inoltre, se siano state valutate le possibili ricadute negative sulle attività commerciali di Mazzocco conseguenti alla decisione di chiudere definitivamente Via Sassi ai non residenti”.

MERCURIO NELLA FALDA ACQUIFERA DELLA PROVINCIA DI TREVISO: IL MOVIMENTO CINQUE STELLE ORGANIZZA UNA SERATA INFORMATIVA RIVOLTA AI CITTADINI

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, 03/04/17. Il Movimento Cinque Stelle organizza una serata informativa rivolta alla cittadinanza sull’inquinamento da mercurio che da anni interessa la falda acquifera di alcuni Comuni della provincia di Treviso: Quinto, Treviso, Preganziol, Casier. La portavoce del M5S Cristina Manes dichiara: “Non si conoscono i confini precisi della contaminazione, il plume si sta spostando e anche Mogliano rientra nella traiettoria individuata dagli esperti. Dopo aver presentato un’interpellanza a Mogliano, per chiedere che fosse istituito un tavolo di lavoro con i Comuni coinvolti per operare la giusta pressione nei confronti della Regione per continuare i monitoraggi e la ricerca dell’origine del fenomeno, la nostra Amministrazione ha incominciato finalmente ad interessarsi al caso e a confrontarsi con gli altri comuni dove il tema è tornato “caldo”. Ma non ci soddisfano le risposte ricevute, né tolleriamo questo continuo “scaricabarile” tra le diverse istituzioni locali e centrali. Purtroppo a Mogliano è difficile definire la situazione perchè manca un censimento dei pozzi esistenti. Chiederemo alla Giunta con una seconda interpellanza di eseguire un urgente censimento dei pozzi artesiani, utilizzati da numerosi cittadini moglianesi per uso alimentare. E’ un problema serio che riguarda l’ambiente e la salute pubblica sul quale vanno tenuti accesi i riflettori, devono esserne informati i cittadini e sensibilizzate le istituzioni”.

La serata sarà una occasione per i cittadini dei comuni interessati per ascoltare le diverse voci presenti. L’appuntamento è per Sabato 29 aprile alle 20.30 a Mogliano, fraz. Zerman c/o il Centro Polivalente in Via Bonisiolo 1/A.

A relazionare, un nutrito team di esperti di varia provenienza chiamati a far luce sull’argomento: Pietro Zangheri Presidente Ordine geologi del Veneto, Vincenzo Cordiano Presidente Associazione Medici per l’ambiente-ISDE Vicenza, Luigi Lazzari Presidente Legambiente Veneto, Giovanni Umberto Battel Presidente Comitato Acque Potabili Preganziol, il geologo Gianluigi Boccalon. Sarà presente anche il Senatore trevigiano Gianni Girotto. Moderatrice della serata Cristina Manes, Consigliere Comunale di Mogliano Veneto.
L’ingresso è libero, si auspica una ampia partecipazione della cittadinanza.