“PLASTIC FREE CHALLENGE”

COMUNICATO STAMPA

STOP alla plastica “usa e getta”: la nostra mozione approvata all’unanimità con un emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/2018. La nostra mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale: dopo un confronto con l’Assessore di riferimento, il nostro gruppo ha presentato un emendamento che prevede l’impegno a convocare in tempi brevi la Commissione afferente.
“Plastic Free Challenge” si inserisce nella più ampia campagna #IOSONOAMBIENTE, lanciata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Vari Enti locali ed Istituzioni hanno aderito alla iniziativa: Aosta, Sanza (SA), Sutri (Vi), Università di Foggia, Lampedusa, Alcamo, San Sepolcro, Sutri (Vi), Ancona, Reg. Liguria, etc…
Abbiamo rilanciato nel Veneto la campagna promossa dal Ministro dell’Ambiente; dopo aver presentato la nostra mozione per aderire alla campagna, ci hanno seguito molti consiglieri del M5S in diversi comuni e nei prossimi giorni altri consiglieri comunali la presenteranno o discuteranno: Santa Maria di Sala, Salzano, Mira, Treviso, Conegliano, Pescantina, Conselve, alcuni comuni della provincia di Rovigo e molti altri.
E’ importante partecipare a questa iniziativa che coinvolge amministrazioni locali ed istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e per prendere contemporaneamente consapevolezza dell’esigenza di una visione d’insieme per il futuro del pianeta.

#IOSONOAMBIENTE significa che ogni nostra azione e scelta nei consumi incide sull’ambiente, a partire dai prodotti nella nostra borsa della spesa.
Gli Enti locali hanno un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno ad un nuovo approccio verso l’ambiente, ad una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli.

Con iniziative concrete, come ad esempio il divieto di uso della plastica monouso presso tutte le sedi comunali ed uffici ad esso connessi.

Piccole singole azioni positive per un grande traguardo. Occorre perciò che tutti i Comuni si sentano parte in causa e partecipino in maniera massiccia all’iniziativa, non procrastinando scelte oramai necessarie.
Invitiamo pubblicamente tutti i Comuni del Veneto ed Italia ad aderire in massa a questa chiamata all’azione per incidere insieme e in maniera compatta, sul nostro domani. Per questo mettiamo a disposizione la nostra mozione, come abbiamo già fatto, per chi volesse portarla nel proprio Consiglio Comunale.

INSTALLAZIONE DI ECOCOMPATTATORI SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNICATO STAMPA

La discussione della mozione del M5S, bocciata dalla maggioranza dopo un nostro emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/18. Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.
L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008, viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.
Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.
I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.
Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). I principali obiettivi introdotti riguardano:
– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

In questo contesto si inserisce la nostra mozione: gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto ed alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.
Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.
I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).
Il servizio prevede: comodato d’uso gratuito degli eco compattatori; servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati; servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori; strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori; un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.
L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.
La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio Comunale, per controbattere all’Assessore, circa un necessario coinvolgimento di Veritas, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, abbiamo sottolineato che,  ciò non sarebbe necessario nel caso di installazione su suolo privato .
Abbiamo segnalato inoltre che il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.
Dopo due anni dalla richiesta, il Ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.
Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.
Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania
A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbero le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I membri del Consorzio sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.
Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.
Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).
Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilita concreta per tutti.
Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi ed ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.
In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.
Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge ed avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i Supermercati.
C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.
Che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).
I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.
Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet,  delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.
Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

La nostra proposta va nella direzione indicata dall’ Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’Assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione comunale. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata. Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!

IL M5S CHIEDE L’ADESIONE DI MOGLIANO VENETO ALLA “RETE ITALIANA CITTA’ SANE- OMS”

COMUNICATO STAMPA

La Salute come un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale

Mogliano Veneto, 28/03/18. La Salute è un bene primario. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, così recita l’art. 32 della nostra Costituzione. Ma la Salute non è solo assenza di malattia, quanto un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

Secondo questa prospettiva, la Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla. La Città Sana è una città che costantemente crea e migliora i contesti fisici e sociali ampliando le risorse della comunità, permettendo ai cittadini di aiutarsi a migliorare tutti gli aspetti della vita ed a sviluppare al massimo il proprio potenziale.

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

Per questo motivo abbiamo presentato una mozione per impegnare Sindaco e Giunta all’adesione del Comune di Mogliano Veneto all’Associazione “Rete Italiana Città Sane-OMS”.

Il “Progetto Città Sane” è promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la Salute, che dal 1948 opera con l’obiettivo di assicurare alla popolazione mondiale il più alto livello di salute.

L’OMS lavora direttamente con i Governi locali, tramite il suo Centro per la Salute Urbana ed una rete di città (le Città Sane), per supportare i Paesi nel promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute, anticipare le sfide future per la salute.

La “Rete Italiana Città Sane-OMS” offre ai Comuni soci un insieme di risorse importanti per l’attività quotidiana di gestione della salute pubblica.
Si tratta in parte di strumenti operativi, frutto della ricerca e dell’esperienza italiana, europea e internazionale sull’argomento, e in parte di occasioni di condivisione, di scambio di buone pratiche, di progetti di successo, di modelli di attività, di idee e stimoli, come solo una Rete può offrire.

I principali progetti e le attività promosse nell’ambito del Progetto Città Sane – OMS sono ideati, definiti e co-progettati in stretta collaborazione con Aziende Sanitarie, Amministrazioni Pubbliche, Università, Scuole, Associazioni di categoria e volontariato, realtà economiche e produttive pubbliche e private interessate al tema della promozione della salute, con partenariati attivati secondo le esigenze e le finalità delle azioni.

Oggi i Comuni in Italia che fanno parte della rete sono oltre 70. Le azioni chiave perseguite sono:

  • promuovere e realizzare sul territorio azioni intersettoriali con obiettivi di tutela della salute pubblica, sicurezza, solidarietà sociale e condizioni ambientali in linea con i principi ispiratori;

  • sostenere e valorizzare le esperienze e le progettualità di tutti gli attori del territorio che si riconoscono nelle finalità del Progetto Città Sane;

  • predisporre Piani per la Salute che si integrino con i progetti e le scelte programmatiche dei Comuni.

Ritenendo importanti questi principi, chiediamo che Mogliano Veneto possa perseguire questi obiettivi, attraverso l’adesione alla “Rete Città Sane”.

 

 

Bando europeo “WIFI4EU”: un passo verso la digitalizzazione

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 27/03/18. Vista la recente approvazione del progetto “WiFI4EU”, mediante il quale la Commissione europea intende promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici, quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta Europa, abbiamo presentato questa mattina una mozione per impegnare Sindaco e Giunta ad attivarsi affinché si presenti il prima possibile un progetto valido che riesca ad accedere ai bandi europei, in modo da garantire ai cittadini di Mogliano Veneto, il diritto ad accedere ad un servizio di tale importanza.

“Per Il Movimento 5 Stelle l’accesso a Internet è un diritto che va riconosciuto a tutti i cittadini: siamo per la cittadinanza digitale per nascita, oltre che per la copertura completa dell’ADSL a livello nazionale”, dichiara Cristina Manes portavoce del M5S a Mogliano Veneto.

Anche molte zone della nostra città infatti, non sono ancora raggiunte dalla rete, creando quel digital divide che penalizza privati, professionisti e strutture pubbliche, anche per mancanza di infrastrutture. Ricordiamo che l’Italia si è impegnata alla copertura totale del territorio nazionale con la banda larga a 30 megabit e al 50% con la banda ultra-larga a 100 megabit entro il 2020”.

“WiFi4EU” è una iniziativa senza precedenti, che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis a internet da qualsiasi luogo pubblico.

Questa proposta si inquadra in un più ampia progettazione della Commissione europea tesa a favorire la realizzazione del mercato unico digitale, avrà un bilancio di 120 milioni di euro tra il 2017 e il 2019, favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria.

L’azione promossa con “WiFi4EU” è indirizzata agli organismi del settore pubblico, come ad es. municipi, biblioteche e centri sanitari e finanzierà l’attrezzatura e i costi di installazione.

Le autorità locali saranno incoraggiate a sviluppare e promuovere i propri servizi digitali in settori quali l’amministrazione online, la telemedicina e il turismo elettronico con un’apposita app.

Poichè il 15 maggio 2018 alle ore 13 verrà pubblicato il primo bando ed i progetti saranno selezionati in base all’ordine di presentazione delle domande, occorre agire tempestivamente per presentare un progetto valido e non perdere questa opportunità.

Acque rosse nel bacino di laminazione Scolo Rusteghin e Buratti del fiume Zero

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 08/03/18. All’altezza della rotatoria tra la strada provinciale 65 e la tangenziale nord-ovest, nella mega vasca di espansione realizzata lungo il fiume Zero e i canali consortili Rusteghin e Buratti, ci è stata segnalata ieri dai cittadini un’anomala colorazione delle acque. Giunti in loco tempestivamente per un sopralluogo, abbiamo potuto constatare una una colorazione rossa delle acque del bacino di laminazione (vedasi foto in allegato) e successivamente la presenza di Arpav e della Polizia Locale.

Nell’ottica di vigilanza del territorio e non di mero allarmismo, con lo scopo di informare in maniera tempestiva e trasparente la cittadinanza e di prendere gli opportuni provvedimenti per la tutela della salute pubblica, abbiamo presentato un’interrogazione urgente a Sindaco e Giunta, chiedendone l’iscrizione nel Consiglio Comunale di martedì prossimo.

Chiediamo, nello specifico, di essere relazionati sulla natura del fenomeno, le cause che l’hanno determinato, la sua estensione, il risultato dei prelievi dell’ArpaV, le eventuali responsabilità ed infine sull’eventuale impatto sull”ambiente e la salute pubblica, nel breve e nel lungo termine.

IL PAT DI MOGLIANO VENETO: NON E’ TUTTO ORO CIO’ CHE LUCCICA

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 09/03/18. Siamo giunti all’adozione del PAT a tre anni e otto mesi dall’insediamento di questa Giunta. Abbiamo sentito l’Amministrazione farsi lustro per l’innovazione portata da questo PAT, per il dimezzamento delle cubature, per il contenimento del consumo del suolo, per il deciso “no” ai centri commerciali.
Nulla di eclatante in realtà ha fatto questa Giunta con il nuovo PAT: ci si è adeguati semplicemente a quanto previsto dalla recentissima legge regionale n.14/17 sul contenimento del suolo, che prevede secondo le linee della Comunità europea, l’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050.
Questa legge contiene peraltro varie criticità: se per esempio un Comune ha un progetto di lottizzazione in un’area, ma non ha costruito ancora nulla, quell’area non va considerata nel conteggio del consumo del suolo perché urbanizzata”, quindi si può liberamente costruire.
Inoltre questa legge contiene numerose deroghe: come per i Piani di area e i progetti strategici: un’opera come la Pedemontana, con circa 8.535.220 metri quadrati di espropri e circa 94,50 chilometri di tracciato, non è considerata come consumo di suolo, così come per la terza corsia sulla A13.
Infine il principio del contenimento di suolo se non viene accompagnato da concrete politiche di rigenerazione del territorio rimane una lettera morta.
Avvertiamo poi una contraddizione tra le intenzioni espresse dalla Giunta e quello che vediamo per le strade di Mogliano: cantieri che sorgono dappertutto. Per non parlare della scelta di costruire un centro commerciale e residenziale proprio in pieno centro storico, sulla quale la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, ha messo nero su bianco numerose e pesanti osservazioni relative agli elaborati progettuali: il mancato rispetto dei vincoli a tutela dei beni culturali, l’assenza di adeguate mitigazioni dell’area parcheggio e i “rischi” archeologici.
Lo slogan “no ai centri commerciali”, per ridare respiro alle piccole attività commerciali appare poco credibile in relazione a queste scelte.
La realtà è che questa Amministrazione ha svenduto, per una propria miopia politica, una parte del centro storico moglianese, per piazzarci un centro commerciale a ridosso della Chiesa e dell’Abbazia Benedettina. Un progetto complessivo di circa 55.000 mc: un ipermercato di 18.000 mc, 5 palazzine residenziali per 36.900 mc, per poi declamare nei comunicati e nella relazione del PAT di aver detto di no ai centri commerciali e al consumo di suolo. No ai centri commerciali nelle periferie (area “ex Nigi”) e sì in pieno centro storico? Con un problema di viabilità e di sicurezza stradale ancora tutto da verificare, dato che nonostante le nostre mozioni il Piano della Sicurezza Stradale Urbana e il Piano Urbano del Traffico, previsti per legge non sono ancora stato adottati.
Per quanto riguarda L’Area “ex Veneland”, con l’adozione del PAT si dà avvio alla richiesta di riconoscimento dell’area umida delle cave quale Sito di Interesse Comunitario (SIC), un percorso che non si sa se potrà portare al risultato ambito. Con il rischio di un grosso risarcimento milionario alla proprietà che aveva presentato un progetto di recupero e riqualificazione dell’area, dove insistono 40.000 mc di edifici in stato di abbandono e degrado, con un percorso di valorizzazione del sito delle Cave di Marocco.
Questo intervento avrebbe creato un interessante indotto economico e turistico a vantaggio della nostra comunità. E’ stato attentamente valutato? Ora, nell’attesa di questo ipotetico riconoscimento delle Cave come sito d’Interesse Comunitario, rimane da capire quali interventi metterà in atto l’Amministrazione per non lasciare l’area e le cave in uno stato di abbandono e di poca attrattività, come è da anni, e con quali costi per la comunità. E altri numerosi ricorsi incombono sulla amministrazione che dovrà fare i conti con i legittimi diritti dei privati, a cominciare dall’Area ex Nigi, L’Amministrazione si è accorta solo dopo l’ adozione del PAT che era stata acquistata all’asta.
Quasi quattro anni per arrivare all’adozione del PAT e solo qualche giorno ai consiglieri di opposizione per leggersi le carte e votare. Nel processo partecipativo previsto per legge, i consiglieri comunali di opposizione che sono chiamati a deliberare sulla proposta, non sono stati inclusi.
I Consiglieri comunali non sono forse i principali “stakeholders”, portatori di interessi dei cittadini che li hanno eletti? Eppure abbiamo saputo della convocazione per l’approvazione del PAT solo una settimana prima, e della relativa commissione solo qualche giorno prima. Con la mole di documentazione da dover leggere ed approfondire in pochi giorni.
Quale è stato il processo partecipativo, le quattro assemblee con i consigli di quartiere fatte in luglio? Le osservazioni dei cittadini sono quelle relative al vecchio PAT.
Il Vice-Sindaco, nominato Assessore alla cittadinanza attiva, un anno fa, quali azioni ha posto in essere in funzione di questa delega? Non ha pensato che questa potesse essere un’ennesima occasione per l’amministrazione per poter trasformare la parola “partecipazione” in atti concreti?
Abbiamo votato contro questo PAT, sul merito e sul metodo, in attesa di verificare il Piano degli interventi che andrà a disegnare in maniera concreta quelle che sono le prospettive descritte nel PAT.

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2018

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 05/03/18. E’ con grande soddisfazione che abbiamo appreso i risultati di questa tornata elettorale, in cui il Movimento Cinque Stelle si attesta come prima forza politica del Paese.

Anche i cittadini di Mogliano Veneto hanno voluto contribuire a questo importante, indubbio successo e vogliamo ringraziarli per la fiducia accordata al M5S.

A Mogliano Veneto infatti abbiamo ottenuto il miglior risultato di tutta la provincia di Treviso: con 8081 preferenze i cittadini moglianesi hanno certificato come il M5S sia la prima forza politica anche nella nostra comunità, con un distacco dalla Lega di 164 voti.

Abbiamo raggiunto nella nostra città il 26,34% al Senato, contro il 25% della Lega e il 21,60 del PD e alla Camera il 26,20%, contro il 26,40 della Lega e il 21,31 del PD, senza considerare i voti espressi ai soli candidati all’uninominale sia alla Camera che al Senato, che incrementerebbero questo distacco.

Il lavoro di questi anni, la coerenza nei comportamenti, il rispetto dei programmi e le proposte, hanno prodotto la possibilità di avviare una nuova stagione politica per il nostro Paese, incentrata sul cittadino.
Riteniamo allo stesso tempo che questo segnale, che i moglianesi hanno espresso in maniera inequivocabile, debba essere attentamente valutato da chi governa oggi la nostra città.

INQUINAMENTO DA MERCURIO: BASTA TERGIVERSARE!

COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ArpaV  le indicazioni sui pozzi da monitorare

Mogliano Veneto 17/12/17. “I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano, non ci restituiscono la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento”, dichiara la portavoce del M5S Cristina Manes. “La scelta dei pozzi è stata effettuata con criteri sui quali nutriamo forti perplessità: sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce in civici attigui, due dei quali allo stesso civico.

L’Assessore all’Ambiente Mancini, in varie occasioni ha dichiarato (Relazione al Consiglio Comunale del 30.09.17) che fra i 500 pozzi “censiti”, si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, così come risulta dalle analisi sin qui condotte da ARPAV”, ma non è proprio così.
Ha dichiarato anche: “Le preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro anche a marzo”, ma non è proprio così.
E’ convinzione degli esperti è che il plume inquinante si stia dirigendo da Nord-Ovest a Sud Est, ma il nostro studio dei vari monitoraggi ArpaV della provincia, comprese le ultime analisi nei pozzi monitorati, ci fa constatare che, prendendo come riferimento la S.S.13 Pontebbana “Il Terraglio”, i valori più elevati sono quelli ad Ovest del Terraglio, quelli più prossimi alla zona di Campocroce; “la situazione particolarmente grave” è quella del pozzo di Via Baratta Vecchia a Preganziol, dove è stato riscontrato un livello ancora più preoccupante: 3,8 mg/l. E anche nei pozzi degli altri comuni monitorati, valori ancora più alti li troviamo da nord a sud, ad Ovest del Terraglio.

Allora, perché, volendo definire la reale situazione sul nostro territorio, non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più alti? Perché 4 pozzi tutti attigui in Via della Croce? Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano a nord, a sud, ad est e ad ovest? L’ho chiesto personalmente ad Arpav, e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del Comune, Arpav è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il Comune voglia indicare.
Il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio. Non conosce ancora l’esatto numero dei pozzi, le loro profondità e altre caratteristiche. Ma non è neppure intervenuto per indirizzare le ricerche sui pozzi più a rischio sulla base di ciò che ad oggi si conosce.
Tutto ciò rende difficile i controlli e la tutela della salute dei cittadini. Bisogna intervenire con tutti i mezzi a disposizione per aver precisione del fenomeno. Occorre con urgenza un censimento dei pozzi, lo ripetiamo per l’ennesima volta e le amministrazioni devono fare la loro parte. L’Amministrazione fornisca pertanto al più presto ad ArpaV le indicazioni sui pozzi da monitorare!
La risposta in questi casi è sempre il “faremo”, ma non si può non osservare che in questi tre anni si sarebbe potuto già fare. Sarebbe sufficiente un’ordinanza che rendesse obbligatoria la dichiarazione dei pozzi con i relativi dati costruttivi, pena una sanzione, e controlli a tappeto della Polizia locale per avere un censimento completo. In ogni caso questi sono dati reperibili dalle richieste di agibilità delle abitazioni.
Quello che il Comune già aveva ed ha ad oggi è un elenco (tra l’altro male organizzato) di circa 500 pozzi che non corrispondono alla totalità dei pozzi presente nel nostro territorio e alle sue caratteristiche, così come i risultati del monitoraggio a Mogliano non ci restituiscono una fotografia del fenomeno nel nostro Comune.

In ogni caso occorre evidenziare che i valori riscontrati dal 2010, data della scoperta dell’inquinamento e i successivi monitoraggi che si sono effettuati dal 2011 ad oggi nei Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso, Casier interessano una zona limitata del territorio provinciale e non sono rappresentativi dell’esatta entità del fenomeno: sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. Questo non esclude quindi la presenza dell’inquinamento in altri comuni limitrofi o nei pozzi attigui a quelli dove è stato ricercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa.
Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda, quindi solo i pozzi tra i 200 e 300 metri. Posto che è difficile definire con precisione la divisione delle falde, “quanto si conosce deriva da controlli realizzati su pozzi già esistenti, utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile da parte di privati, per l’alimentazione dell’acquedotto e per scopi industriali; la scarsa presenza di pozzi a profondità diverse da quelle ritenute maggiormente produttive, fa sì che altre quote siano poco rappresentate, non potendosi escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità.” E’ la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, che si è occupata del fenomeno, a sottolinearlo.
Infine, il rilevamento di mercurio nei quattro pozzi di Via della Croce, anche se sotto la soglia di 1 mg/l, ci deve far tenere alta l’attenzione, intervenendo secondo il principio di precauzione, poiché i parametri con cui è stato stabilito il limite di legge riguardano esclusivamente l’intossicazione acuta e non gli effetti biologici a lungo termine sulla salute umana.

Con l’azione politica del M5S, si è ottenuta la partecipazione del Comune di Mogliano Veneto ai tavoli con Arpav, Usl e Regione Veneto, insieme agli altri comuni interessati, per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione dei monitoraggi anche nel nostro territorio comunale; ma l’occasione è stata sprecata, o meglio è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini sul pericolo, purtroppo ancora incombente, per il nostro territorio comunale e al contempo “regalarsi” un’immagine efficiente, in grado di gestire ed affrontare l’evoluzione di questo fenomeno.”