POLITICHE SULLA TERZA ETA’ DEL COMUNE DI MOGLIANO VENETO

COMUNICATO STAMPA

Presentata un’interpellanza dal Movimento Cinque Stelle

Mogliano Veneto, lì 20/11/18. E’ stata presentata dal Movimento Cinque Stelle un’interpellanza avente ad oggetto le politiche sulla Terza Età dell’attuale Amministrazione.
“Vogliamo sapere se questa Amministrazione ha un quadro preciso di quante persone anziane vivono situazioni di difficoltà nel nostro territorio, oltre a quelle conosciute attraverso le richieste di assistenza; quali azioni sono state messe in atto per individuare situazioni critiche della popolazione anziana.
Come fa un anziano inabile, non autosufficiente o parzialmente autosufficiente, solo, con gravità e/o con risorse parentali insufficienti a chiedere assistenza? Non è previsto dal regolamento, e non sono conosciute altre modalità per accedere al servizio. Il “Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare” attualmente in vigore, prevede infatti che l’assistenza venga assegnata, in presenza di determinati criteri, solo successivamente alla presentazione della domanda di assistenza sociale da parte dell’utente o di altra persona che ne abbia la cura.
Manca inoltre un coordinamento tra Comune e le realtà associative del territorio, funzione un tempo svolta dalla “Consulta per la Terza Età”. Perché questa Amministrazione non l’ha istituita?
Le stime Istat ci dicono anche che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni. Si potrebbe avere un’impennata del numero di persone non autosufficienti.
È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine.
Alcune situazioni critiche di persone anziane, a volte sfociate in epiloghi drammatici, anche nella nostra comunità locale, ci evidenziano come il tema della autonomia, fragilità e non autosufficienza nella Terza Età, non sia ancora affrontato con la necessaria attenzione.
Riteniamo sia doverosa una riflessione da parte dell’intero Consiglio Comunale sulle politiche sociali e sul sistema di assistenza di questa Amministrazione.
Si dovrebbero, a nostro avviso, applicare modalità nuove o diverse per conoscere i bisogni e le esigenze di assistenza e di cura per gli anziani soli o comunque non totalmente autosufficienti, ricercare innovativi strumenti flessibili e dinamici che portino a nuovi progetti.
Vorremmo pertanto sapere quali azioni ha posto in essere l’Amministrazione Comunale in questi anni, per rispondere alle esigenze “primarie” di questa fascia debole della popolazione”.

IL M5S CHIEDE L’ADESIONE DI MOGLIANO VENETO ALLA “RETE ITALIANA CITTA’ SANE- OMS”

COMUNICATO STAMPA

La Salute come un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale

Mogliano Veneto, 28/03/18. La Salute è un bene primario. “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, così recita l’art. 32 della nostra Costituzione. Ma la Salute non è solo assenza di malattia, quanto un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

Secondo questa prospettiva, la Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla. La Città Sana è una città che costantemente crea e migliora i contesti fisici e sociali ampliando le risorse della comunità, permettendo ai cittadini di aiutarsi a migliorare tutti gli aspetti della vita ed a sviluppare al massimo il proprio potenziale.

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

Per questo motivo abbiamo presentato una mozione per impegnare Sindaco e Giunta all’adesione del Comune di Mogliano Veneto all’Associazione “Rete Italiana Città Sane-OMS”.

Il “Progetto Città Sane” è promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite per la Salute, che dal 1948 opera con l’obiettivo di assicurare alla popolazione mondiale il più alto livello di salute.

L’OMS lavora direttamente con i Governi locali, tramite il suo Centro per la Salute Urbana ed una rete di città (le Città Sane), per supportare i Paesi nel promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute, anticipare le sfide future per la salute.

La “Rete Italiana Città Sane-OMS” offre ai Comuni soci un insieme di risorse importanti per l’attività quotidiana di gestione della salute pubblica.
Si tratta in parte di strumenti operativi, frutto della ricerca e dell’esperienza italiana, europea e internazionale sull’argomento, e in parte di occasioni di condivisione, di scambio di buone pratiche, di progetti di successo, di modelli di attività, di idee e stimoli, come solo una Rete può offrire.

I principali progetti e le attività promosse nell’ambito del Progetto Città Sane – OMS sono ideati, definiti e co-progettati in stretta collaborazione con Aziende Sanitarie, Amministrazioni Pubbliche, Università, Scuole, Associazioni di categoria e volontariato, realtà economiche e produttive pubbliche e private interessate al tema della promozione della salute, con partenariati attivati secondo le esigenze e le finalità delle azioni.

Oggi i Comuni in Italia che fanno parte della rete sono oltre 70. Le azioni chiave perseguite sono:

  • promuovere e realizzare sul territorio azioni intersettoriali con obiettivi di tutela della salute pubblica, sicurezza, solidarietà sociale e condizioni ambientali in linea con i principi ispiratori;

  • sostenere e valorizzare le esperienze e le progettualità di tutti gli attori del territorio che si riconoscono nelle finalità del Progetto Città Sane;

  • predisporre Piani per la Salute che si integrino con i progetti e le scelte programmatiche dei Comuni.

Ritenendo importanti questi principi, chiediamo che Mogliano Veneto possa perseguire questi obiettivi, attraverso l’adesione alla “Rete Città Sane”.

 

 

IL PAT DI MOGLIANO VENETO: NON E’ TUTTO ORO CIO’ CHE LUCCICA

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, lì 09/03/18. Siamo giunti all’adozione del PAT a tre anni e otto mesi dall’insediamento di questa Giunta. Abbiamo sentito l’Amministrazione farsi lustro per l’innovazione portata da questo PAT, per il dimezzamento delle cubature, per il contenimento del consumo del suolo, per il deciso “no” ai centri commerciali.
Nulla di eclatante in realtà ha fatto questa Giunta con il nuovo PAT: ci si è adeguati semplicemente a quanto previsto dalla recentissima legge regionale n.14/17 sul contenimento del suolo, che prevede secondo le linee della Comunità europea, l’azzeramento del consumo di suolo entro il 2050.
Questa legge contiene peraltro varie criticità: se per esempio un Comune ha un progetto di lottizzazione in un’area, ma non ha costruito ancora nulla, quell’area non va considerata nel conteggio del consumo del suolo perché urbanizzata”, quindi si può liberamente costruire.
Inoltre questa legge contiene numerose deroghe: come per i Piani di area e i progetti strategici: un’opera come la Pedemontana, con circa 8.535.220 metri quadrati di espropri e circa 94,50 chilometri di tracciato, non è considerata come consumo di suolo, così come per la terza corsia sulla A13.
Infine il principio del contenimento di suolo se non viene accompagnato da concrete politiche di rigenerazione del territorio rimane una lettera morta.
Avvertiamo poi una contraddizione tra le intenzioni espresse dalla Giunta e quello che vediamo per le strade di Mogliano: cantieri che sorgono dappertutto. Per non parlare della scelta di costruire un centro commerciale e residenziale proprio in pieno centro storico, sulla quale la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, ha messo nero su bianco numerose e pesanti osservazioni relative agli elaborati progettuali: il mancato rispetto dei vincoli a tutela dei beni culturali, l’assenza di adeguate mitigazioni dell’area parcheggio e i “rischi” archeologici.
Lo slogan “no ai centri commerciali”, per ridare respiro alle piccole attività commerciali appare poco credibile in relazione a queste scelte.
La realtà è che questa Amministrazione ha svenduto, per una propria miopia politica, una parte del centro storico moglianese, per piazzarci un centro commerciale a ridosso della Chiesa e dell’Abbazia Benedettina. Un progetto complessivo di circa 55.000 mc: un ipermercato di 18.000 mc, 5 palazzine residenziali per 36.900 mc, per poi declamare nei comunicati e nella relazione del PAT di aver detto di no ai centri commerciali e al consumo di suolo. No ai centri commerciali nelle periferie (area “ex Nigi”) e sì in pieno centro storico? Con un problema di viabilità e di sicurezza stradale ancora tutto da verificare, dato che nonostante le nostre mozioni il Piano della Sicurezza Stradale Urbana e il Piano Urbano del Traffico, previsti per legge non sono ancora stato adottati.
Per quanto riguarda L’Area “ex Veneland”, con l’adozione del PAT si dà avvio alla richiesta di riconoscimento dell’area umida delle cave quale Sito di Interesse Comunitario (SIC), un percorso che non si sa se potrà portare al risultato ambito. Con il rischio di un grosso risarcimento milionario alla proprietà che aveva presentato un progetto di recupero e riqualificazione dell’area, dove insistono 40.000 mc di edifici in stato di abbandono e degrado, con un percorso di valorizzazione del sito delle Cave di Marocco.
Questo intervento avrebbe creato un interessante indotto economico e turistico a vantaggio della nostra comunità. E’ stato attentamente valutato? Ora, nell’attesa di questo ipotetico riconoscimento delle Cave come sito d’Interesse Comunitario, rimane da capire quali interventi metterà in atto l’Amministrazione per non lasciare l’area e le cave in uno stato di abbandono e di poca attrattività, come è da anni, e con quali costi per la comunità. E altri numerosi ricorsi incombono sulla amministrazione che dovrà fare i conti con i legittimi diritti dei privati, a cominciare dall’Area ex Nigi, L’Amministrazione si è accorta solo dopo l’ adozione del PAT che era stata acquistata all’asta.
Quasi quattro anni per arrivare all’adozione del PAT e solo qualche giorno ai consiglieri di opposizione per leggersi le carte e votare. Nel processo partecipativo previsto per legge, i consiglieri comunali di opposizione che sono chiamati a deliberare sulla proposta, non sono stati inclusi.
I Consiglieri comunali non sono forse i principali “stakeholders”, portatori di interessi dei cittadini che li hanno eletti? Eppure abbiamo saputo della convocazione per l’approvazione del PAT solo una settimana prima, e della relativa commissione solo qualche giorno prima. Con la mole di documentazione da dover leggere ed approfondire in pochi giorni.
Quale è stato il processo partecipativo, le quattro assemblee con i consigli di quartiere fatte in luglio? Le osservazioni dei cittadini sono quelle relative al vecchio PAT.
Il Vice-Sindaco, nominato Assessore alla cittadinanza attiva, un anno fa, quali azioni ha posto in essere in funzione di questa delega? Non ha pensato che questa potesse essere un’ennesima occasione per l’amministrazione per poter trasformare la parola “partecipazione” in atti concreti?
Abbiamo votato contro questo PAT, sul merito e sul metodo, in attesa di verificare il Piano degli interventi che andrà a disegnare in maniera concreta quelle che sono le prospettive descritte nel PAT.

RISULTATI ELEZIONI POLITICHE 2018

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 05/03/18. E’ con grande soddisfazione che abbiamo appreso i risultati di questa tornata elettorale, in cui il Movimento Cinque Stelle si attesta come prima forza politica del Paese.

Anche i cittadini di Mogliano Veneto hanno voluto contribuire a questo importante, indubbio successo e vogliamo ringraziarli per la fiducia accordata al M5S.

A Mogliano Veneto infatti abbiamo ottenuto il miglior risultato di tutta la provincia di Treviso: con 8081 preferenze i cittadini moglianesi hanno certificato come il M5S sia la prima forza politica anche nella nostra comunità, con un distacco dalla Lega di 164 voti.

Abbiamo raggiunto nella nostra città il 26,34% al Senato, contro il 25% della Lega e il 21,60 del PD e alla Camera il 26,20%, contro il 26,40 della Lega e il 21,31 del PD, senza considerare i voti espressi ai soli candidati all’uninominale sia alla Camera che al Senato, che incrementerebbero questo distacco.

Il lavoro di questi anni, la coerenza nei comportamenti, il rispetto dei programmi e le proposte, hanno prodotto la possibilità di avviare una nuova stagione politica per il nostro Paese, incentrata sul cittadino.
Riteniamo allo stesso tempo che questo segnale, che i moglianesi hanno espresso in maniera inequivocabile, debba essere attentamente valutato da chi governa oggi la nostra città.

INQUINAMENTO DA MERCURIO: BASTA TERGIVERSARE!

COMUNICATO STAMPA

L’Amministrazione proceda con urgenza con un censimento a tappeto dei pozzi e fornisca ad ArpaV  le indicazioni sui pozzi da monitorare

Mogliano Veneto 17/12/17. “I risultati del monitoraggio sul mercurio effettuato a Mogliano, non ci restituiscono la reale esposizione del nostro Comune all’inquinamento”, dichiara la portavoce del M5S Cristina Manes. “La scelta dei pozzi è stata effettuata con criteri sui quali nutriamo forti perplessità: sono stati analizzati solo quattro pozzi e tutti ubicati in Via della Croce in civici attigui, due dei quali allo stesso civico.

L’Assessore all’Ambiente Mancini, in varie occasioni ha dichiarato (Relazione al Consiglio Comunale del 30.09.17) che fra i 500 pozzi “censiti”, si è cercato di individuare quelli potenzialmente più esposti al plume della contaminazione da mercurio, così come risulta dalle analisi sin qui condotte da ARPAV”, ma non è proprio così.
Ha dichiarato anche: “Le preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro anche a marzo”, ma non è proprio così.
E’ convinzione degli esperti è che il plume inquinante si stia dirigendo da Nord-Ovest a Sud Est, ma il nostro studio dei vari monitoraggi ArpaV della provincia, comprese le ultime analisi nei pozzi monitorati, ci fa constatare che, prendendo come riferimento la S.S.13 Pontebbana “Il Terraglio”, i valori più elevati sono quelli ad Ovest del Terraglio, quelli più prossimi alla zona di Campocroce; “la situazione particolarmente grave” è quella del pozzo di Via Baratta Vecchia a Preganziol, dove è stato riscontrato un livello ancora più preoccupante: 3,8 mg/l. E anche nei pozzi degli altri comuni monitorati, valori ancora più alti li troviamo da nord a sud, ad Ovest del Terraglio.

Allora, perché, volendo definire la reale situazione sul nostro territorio, non si è cercato nei pozzi più prossimi a quelli con i valori più alti? Perché 4 pozzi tutti attigui in Via della Croce? Sarebbe stato più sensato avere dei campioni nelle diverse zone di Mogliano a nord, a sud, ad est e ad ovest? L’ho chiesto personalmente ad Arpav, e la risposta è stata che in mancanza di indicazioni del Comune, Arpav è andata alla ricerca dei pozzi in maniera autonoma, ma è disponibile ad effettuare nuove analisi su altri pozzi che il Comune voglia indicare.
Il Comune non è in possesso di tutti i dati relativi ai pozzi del suo territorio. Non conosce ancora l’esatto numero dei pozzi, le loro profondità e altre caratteristiche. Ma non è neppure intervenuto per indirizzare le ricerche sui pozzi più a rischio sulla base di ciò che ad oggi si conosce.
Tutto ciò rende difficile i controlli e la tutela della salute dei cittadini. Bisogna intervenire con tutti i mezzi a disposizione per aver precisione del fenomeno. Occorre con urgenza un censimento dei pozzi, lo ripetiamo per l’ennesima volta e le amministrazioni devono fare la loro parte. L’Amministrazione fornisca pertanto al più presto ad ArpaV le indicazioni sui pozzi da monitorare!
La risposta in questi casi è sempre il “faremo”, ma non si può non osservare che in questi tre anni si sarebbe potuto già fare. Sarebbe sufficiente un’ordinanza che rendesse obbligatoria la dichiarazione dei pozzi con i relativi dati costruttivi, pena una sanzione, e controlli a tappeto della Polizia locale per avere un censimento completo. In ogni caso questi sono dati reperibili dalle richieste di agibilità delle abitazioni.
Quello che il Comune già aveva ed ha ad oggi è un elenco (tra l’altro male organizzato) di circa 500 pozzi che non corrispondono alla totalità dei pozzi presente nel nostro territorio e alle sue caratteristiche, così come i risultati del monitoraggio a Mogliano non ci restituiscono una fotografia del fenomeno nel nostro Comune.

In ogni caso occorre evidenziare che i valori riscontrati dal 2010, data della scoperta dell’inquinamento e i successivi monitoraggi che si sono effettuati dal 2011 ad oggi nei Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso, Casier interessano una zona limitata del territorio provinciale e non sono rappresentativi dell’esatta entità del fenomeno: sappiamo che esiste l’inquinamento solo dove l’abbiamo cercato. Questo non esclude quindi la presenza dell’inquinamento in altri comuni limitrofi o nei pozzi attigui a quelli dove è stato ricercato. La dimensione del fenomeno è ancora tutta da chiarire come la sua causa.
Si continua ad affermare che l’inquinamento interessa l’ottava falda, quindi solo i pozzi tra i 200 e 300 metri. Posto che è difficile definire con precisione la divisione delle falde, “quanto si conosce deriva da controlli realizzati su pozzi già esistenti, utilizzati per l’approvvigionamento di acqua potabile da parte di privati, per l’alimentazione dell’acquedotto e per scopi industriali; la scarsa presenza di pozzi a profondità diverse da quelle ritenute maggiormente produttive, fa sì che altre quote siano poco rappresentate, non potendosi escludere che le acque sotterranee possano essere inquinate anche ad altre profondità.” E’ la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali, che si è occupata del fenomeno, a sottolinearlo.
Infine, il rilevamento di mercurio nei quattro pozzi di Via della Croce, anche se sotto la soglia di 1 mg/l, ci deve far tenere alta l’attenzione, intervenendo secondo il principio di precauzione, poiché i parametri con cui è stato stabilito il limite di legge riguardano esclusivamente l’intossicazione acuta e non gli effetti biologici a lungo termine sulla salute umana.

Con l’azione politica del M5S, si è ottenuta la partecipazione del Comune di Mogliano Veneto ai tavoli con Arpav, Usl e Regione Veneto, insieme agli altri comuni interessati, per chiedere la ricerca della causa dell’inquinamento, la bonifica e l’estensione dei monitoraggi anche nel nostro territorio comunale; ma l’occasione è stata sprecata, o meglio è servita all’Amministrazione solo per tranquillizzare i cittadini sul pericolo, purtroppo ancora incombente, per il nostro territorio comunale e al contempo “regalarsi” un’immagine efficiente, in grado di gestire ed affrontare l’evoluzione di questo fenomeno.”

MERCURIO NELLA FALDA ACQUIFERA: I Risultati delle Analisi

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto 07/19/2017. Alla luce delle risultanze delle recenti analisi su alcuni pozzi di Mogliano Veneto, e alla campagna di monitoraggio conclusasi a marzo sui pozzi nella provincia di Treviso, la portavoce del M5S Cristina Manes dichiara: “A Mogliano, prima della battaglia di sensibilizzazione del M5S, il fenomeno dell’inquinamento da mercurio che interessa la falda acquifera della provincia di Treviso, non rientrava nel dibattito politico. Nessuna azione di confronto con i vicini Comuni interessati era stata intrapresa dall’Amministrazione. Abbiamo acceso l’attenzione dei nostri concittadini e dell’Amministrazione sul preoccupante fenomeno e sui rischi anche per Mogliano Veneto, portando in Consiglio una nostra interpellanza. Con questo atto ispettivo, abbiamo chiesto in primo luogo all’Amministrazione di conoscere lo stato dell’acquedotto e dei pozzi del Comune di Mogliano Veneto, in riferimento non solo alla presenza di mercurio, ma anche di PFAS e di glyphosate, sul quale già ci eravamo già battuti chiedendone il divieto attraverso un regolamento sull’utilizzo dei fitofarmaci. Poi, di intraprendere azioni con gli altri Comuni coinvolti per chiedere alla Regione Veneto di implementare tramite Arpav e ULSS i monitoraggi per il controllo degli inquinanti, estendendoli anche a Mogliano Veneto, ed infine di informare la popolazione di Mogliano Veneto. Tutte le azioni portate avanti dalla Giunta in questo senso sono consequenziali alla nostra azione politica. Siamo riusciti ad ottenere così l’estensione dei controlli anche a Mogliano Veneto. La nostra interpellanza sulla grave situazione di inquinamento della falda acquifera della provincia di Treviso, nel mese di giugno è stata portata anche sul tavolo dei Ministri dell’Ambiente e della Salute, come interrogazione urgente, dal Senatore Gianni Girotto del M5S”

Prosegue la capogruppo del M5S: “L’Assessore all’Ambiente ha recentemente relazionato sullo stato delle acque di Mogliano in seguito alle risultanze dei campionamenti effettuati da Aprile a Luglio, e sugli ultimi risultati sulla zona già da anni monitorata che comprende i Comuni di Preganziol, Quinto, Treviso e Casier.

Dovremmo essere tranquillizzati dalle conclusioni rassicuranti dell’Assessore sull’esito delle indagini nel nostro Comune che così si possono riassumere: i monitoraggi sono stati fatti, i valori del mercurio sono al di sotto dei limiti. Continuiamo a monitorare. L’acqua dell’acquedotto è sicura.
Eppure non lo siamo, per alcune ragioni che di seguito elenchiamo.

Difficile stare tranquilli, considerando che, solo a qualche chilometro di distanza, si sono raggiunti, dal 2012 ad oggi, picchi elevatissimi e tuttora, secondo gli ultimi dati i valori sforano, in diversi pozzi, i limiti consentiti.

Quando Arpav aveva chiesto al Comune di Mogliano Veneto di indicare quali pozzi monitorare, il Comune non ha saputo dare le informazioni necessarie sui dati costruttivi dei pozzi, non possedendole, così i tecnici Arpav hanno dovuto scegliere i pozzi da monitorare basandosi fondamentalmente sulla direzione del plume ipotizzata in precedenza. Ma attenzione quando si dice che è stato fatto un monitoraggio sul territorio di Mogliano! Intanto i pozzi monitorati sono 4, tutti ubicati in Via Croce in tre civici contigui: due pozzi dello stesso civico ed altri due in abitazioni vicine. Quindi i risultati anche se negativi non rappresentano la situazione del territorio comunale, ma ci dicono solo che il valore del mercurio è al di sotto del limite in quei quattro pozzi. Avremmo dovuto cercare quantomeno in zone diverse. Secondo noi, inoltre, si devono ricercare gli inquinanti alle diverse profondità, non solo nella cosiddetta ottava falda, sulla quale si sono concentrate le ricerche.

Abbiamo più volte denunciato la mancanza di un censimento dei pozzi a Mogliano Veneto: ciò costituisce un ostacolo per il monitoraggio degli inquinanti nella falda nostro territorio. Ora, anche a seguito dell’approvazione, avvenuta a settembre, in Regione di una mozione sul censimento dei pozzi presentata dal Consigliere Scarabel, ci auguriamo che Regione ed Amministrazioni comunali provvedano al più presto ad adeguarsi.

Nella sua relazione poi l’Assessore, quando si riferisce all’ultimo monitoraggio di Marzo sulla falda acquifera della provincia di Treviso, tralascia le situazioni più allarmanti nei comuni contermini, dove l’inquinamento è stato scoperto già nel 2012.
Infatti dichiara: “Le nostre preoccupazioni erano e sono confermate dalla rilevazione di una situazione particolarmente grave in Via Schiavonia Nuova di Preganziol dove le concentrazioni di Mercurio si attestano a 1,8 microgrammi/litro a marzo.”
In realtà le situazioni gravi sono ben altre! Perchè non dice che a Preganziol in Via Baratta Vecchia sono stati rilevati 3.8 mg, in Via Marconi 2,1: valori molto superiori ai 1,8 di Via Schiavonia? Lo stesso a Quinto 2,1mg, a Treviso in Via Canizzano 2,1, in Via San Trovaso 4,1. Questi valori, anche quando in diminuzione rispetto ai picchi molto elevati delle precedenti rilevazioni, superano i limiti consentiti e possono ritenersi oscillanti rispetto ai vari periodi di riferimento.

La lettura dei dati della campagna conclusasi a marzo ci dice che il fenomeno dell’inquinamento della falda acquifera della provincia di Treviso non è in diminuzione. E che ora l’inquinamento maggiore si riscontra nei pozzi ad ovest del Terraglio, come testimoniano i 3,8 mg di Via Baratta Vecchia a Preganziol.
Perchè non si è cercato ad esempio nei pozzi di Campocroce, più prossimi a questa zona? Secondo noi bisognerebbe ritarare la direttrice precedentemente individuata e fare verifiche anche fuori dall’asse Nord- Ovest Sud -Est, aumentando i punti di monitoraggio, anche a Mogliano.

Vigileremo pertanto su come verranno gestiti i prossimi monitoraggi e affinchè venga compiuto il censimento dei pozzi. Continueremo a tenere alta l’attenzione su questa grave minaccia per il nostro territorio e la salute dei cittadini, chiediamo che tutte le istituzioni si impegnino all’unisono per la ricerca della fonte e la bonifica dell’inquinamento”.

CHIUSURA DI VIA SASSI AI NON RESIDENTI – VIABILITA’ SUL TERRAGLIO

COMUNICATO STAMPA

Il diritto di viaggiare in sicurezza e il diritto alla salute

Mogliano Veneto, 08/06/17. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un’interpellanza a Sindaco e Giunta per fare chiarezza in Consiglio Comunale e far conoscere ai Consiglieri e alla cittadinanza come si intende risolvere il problema del traffico elevato nelle ore di punta sul Terraglio in relazione alla chiusura di Via Sassi. “La situazione già molto critica, si è andata ad appesantire notevolmente dopo la chiusura di Via Sassi per lavori. Molti dipendenti di aziende che hanno sede a Mogliano e Mestre sono obbligati a percorrere il tratto del Terraglio tra Mogliano Veneto e le due micro-rotonde che portano alla zona commerciale Auchan di Mestre e non hanno alternative: i circa 3000 dipendenti delle Generali, quelli di aziende limitrofe e tutti i lavoratori delle zone commerciali.
Chi proviene dal lato Ovest del Terraglio e utilizzava Via Sassi per recarsi a lavoro, ora è obbligato ad immettersi sul Terraglio aumentando la congestione del traffico, i rischi di incidenti e l’inquinamento. Sarebbe un disagio sopportabile se si trattasse di una situazione provvisoria, ma l’Amministrazione ha deciso, dopo averci investito soldi pubblici per allargarla e metterla in sicurezza, di chiuderla definitivamente al traffico e riservarla ai soli residenti, in qualche decina di abitazioni, prima di trovare delle soluzioni alternative.
Per questo motivo chiediamo che siano spiegate alla cittadinanza quali proposte sono state considerate nel tavolo con le Assicurazioni Generali Spa e con altri attori pubblici e privati eventualmente interessati, per migliorare la viabilità e riqualificare l’area circostante, quali scartate e quali accordi presi.
Vogliamo sapere quali soluzioni a breve, medio e lungo periodo questa Amministrazione intende attuare per risolvere il problema del traffico lungo il Terraglio nelle ore di punta e per ridurre il conseguente inquinamento acustico e atmosferico; inoltre, se siano state valutate le possibili ricadute negative sulle attività commerciali di Mazzocco conseguenti alla decisione di chiudere definitivamente Via Sassi ai non residenti”.

MERCURIO NELLA FALDA ACQUIFERA DELLA PROVINCIA DI TREVISO: IL MOVIMENTO CINQUE STELLE ORGANIZZA UNA SERATA INFORMATIVA RIVOLTA AI CITTADINI

COMUNICATO STAMPA

Mogliano Veneto, 03/04/17. Il Movimento Cinque Stelle organizza una serata informativa rivolta alla cittadinanza sull’inquinamento da mercurio che da anni interessa la falda acquifera di alcuni Comuni della provincia di Treviso: Quinto, Treviso, Preganziol, Casier. La portavoce del M5S Cristina Manes dichiara: “Non si conoscono i confini precisi della contaminazione, il plume si sta spostando e anche Mogliano rientra nella traiettoria individuata dagli esperti. Dopo aver presentato un’interpellanza a Mogliano, per chiedere che fosse istituito un tavolo di lavoro con i Comuni coinvolti per operare la giusta pressione nei confronti della Regione per continuare i monitoraggi e la ricerca dell’origine del fenomeno, la nostra Amministrazione ha incominciato finalmente ad interessarsi al caso e a confrontarsi con gli altri comuni dove il tema è tornato “caldo”. Ma non ci soddisfano le risposte ricevute, né tolleriamo questo continuo “scaricabarile” tra le diverse istituzioni locali e centrali. Purtroppo a Mogliano è difficile definire la situazione perchè manca un censimento dei pozzi esistenti. Chiederemo alla Giunta con una seconda interpellanza di eseguire un urgente censimento dei pozzi artesiani, utilizzati da numerosi cittadini moglianesi per uso alimentare. E’ un problema serio che riguarda l’ambiente e la salute pubblica sul quale vanno tenuti accesi i riflettori, devono esserne informati i cittadini e sensibilizzate le istituzioni”.

La serata sarà una occasione per i cittadini dei comuni interessati per ascoltare le diverse voci presenti. L’appuntamento è per Sabato 29 aprile alle 20.30 a Mogliano, fraz. Zerman c/o il Centro Polivalente in Via Bonisiolo 1/A.

A relazionare, un nutrito team di esperti di varia provenienza chiamati a far luce sull’argomento: Pietro Zangheri Presidente Ordine geologi del Veneto, Vincenzo Cordiano Presidente Associazione Medici per l’ambiente-ISDE Vicenza, Luigi Lazzari Presidente Legambiente Veneto, Giovanni Umberto Battel Presidente Comitato Acque Potabili Preganziol, il geologo Gianluigi Boccalon. Sarà presente anche il Senatore trevigiano Gianni Girotto. Moderatrice della serata Cristina Manes, Consigliere Comunale di Mogliano Veneto.
L’ingresso è libero, si auspica una ampia partecipazione della cittadinanza.

AREA MACEVI: Il Movimento Cinque Stelle ricorda al Sindaco gli impegni presi con la cittadinanza

COMUNICATO STAMPA

Scelte strategiche che si compiono a Natale, mentre i moglianesi mangiano il panettone

Mogliano Veneto, 28/12/15. “La partecipazione dovrà iniziare prima di prendere decisioni. Partecipare non significa essere informati delle scelte già assunte; bensì condividerle, con la garanzia che le proprie proposte saranno ascoltate e prese in considerazione.
Non dunque la mera condivisione delle scelte in fase di attuazione, ma un diretto ed attivo coinvolgimento informato nella composizione di tali scelte. Chiunque viva Mogliano inteso nel senso più lato (vi abiti, vi studi, vi lavori o svolga volontariato…) deve essere posto nelle condizioni di poter agevolmente conoscere le situazioni al loro manifestarsi e, ove lo desideri, di poter proporre il proprio contributo, certo dell’attenzione dell’Amministrazione”.
“Parole della Sindaca, espresse nel programma elettorale, ormai veramente poco credibili” dichiara Cristina Manes. “Dell’operazione in atto, anche i Consiglieri di maggioranza non ne sapevano nulla.” Rimarca la capogruppo del Movimento Cinque Stelle.

“La circostanza che all’asta per l’aggiudicazione dell’Area Macevi fossero presenti solo big della grande distribuzione, pone delle serie riflessioni su quelle che potranno essere le prossime scelte dell’Amministrazione sul futuro dell’area in pieno centro di Mogliano.” E incalza: “Eppure sempre il Sindaco, prima delle elezioni dichiarava la sua contrarietà sull’apertura di nuovi centri commerciali.

Ci auguriamo pertanto che la Sindaco mantenga la parola data anche attraverso molteplici dichiarazioni alla stampa prima delle elezioni, conclude la capogruppo del Movimento Cinque Stelle.
Altrimenti non sarà solo il M5S ad attenderla al varco.

Ricordiamo infatti queste sue dichiarazioni: “… il nuovo Pat consente una colata di cemento… Dentro al Pat si nasconde un’invasione di centri commerciali”. ” E’ in programma un vero e proprio assedio di strutture destinate alla grande distribuzione. Una si trova all’interno dell’area Spz, un’altra andrà ad unificare quanto previsto all’interno del vecchio P.I.R.U.E.A. dell’area ex Nigi. Strutture di medie dimensioni sono inoltre previste nell’area ex Sotreva, sempre sul Terraglio, nell’ex Apomt vicino alla stazione e nell’area ex Macevi. Sono attualmente allo studio della coalizione le contromisure. «Presenteremo diverse osservazioni”. (La Nuova Venezia 22/02/14)

E nel “L’Eco di Mogliano” del 4/06/2014, ricorda Cristina Manes, la Sindaca dichiarava “Anche a Mogliano c’è bisogno di mettersi in moto, di sostenere il nostro commercio dicendo chiaramente di “NO” ai due centri commerciali previsti dall’attuale piano urbanistico”;

Il Movimento Cinque Stelle vigilerà sul rispetto del mandato elettorale e le promesse della Sindaco ai suoi elettori, per tutelare tutti i cittadini da ennesime decisioni che prevedano consumo di suolo. In questo periodo più che mai, dove scontiamo con la nostra salute le scelte di governi ed amministratori senza scrupoli, dobbiamo mettere tutta l’attenzione necessaria prima di toccare di un solo centimetro il nostro territorio, opponendoci a questa crescita inutile e sconsiderata e ripensare al futuro delle nostre città in un’ottica “green”.