“PLASTIC FREE CHALLENGE”

COMUNICATO STAMPA

STOP alla plastica “usa e getta”: la nostra mozione approvata all’unanimità con un emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/2018. La nostra mozione è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale: dopo un confronto con l’Assessore di riferimento, il nostro gruppo ha presentato un emendamento che prevede l’impegno a convocare in tempi brevi la Commissione afferente.
“Plastic Free Challenge” si inserisce nella più ampia campagna #IOSONOAMBIENTE, lanciata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Vari Enti locali ed Istituzioni hanno aderito alla iniziativa: Aosta, Sanza (SA), Sutri (Vi), Università di Foggia, Lampedusa, Alcamo, San Sepolcro, Sutri (Vi), Ancona, Reg. Liguria, etc…
Abbiamo rilanciato nel Veneto la campagna promossa dal Ministro dell’Ambiente; dopo aver presentato la nostra mozione per aderire alla campagna, ci hanno seguito molti consiglieri del M5S in diversi comuni e nei prossimi giorni altri consiglieri comunali la presenteranno o discuteranno: Santa Maria di Sala, Salzano, Mira, Treviso, Conegliano, Pescantina, Conselve, alcuni comuni della provincia di Rovigo e molti altri.
E’ importante partecipare a questa iniziativa che coinvolge amministrazioni locali ed istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e per prendere contemporaneamente consapevolezza dell’esigenza di una visione d’insieme per il futuro del pianeta.

#IOSONOAMBIENTE significa che ogni nostra azione e scelta nei consumi incide sull’ambiente, a partire dai prodotti nella nostra borsa della spesa.
Gli Enti locali hanno un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno ad un nuovo approccio verso l’ambiente, ad una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli.

Con iniziative concrete, come ad esempio il divieto di uso della plastica monouso presso tutte le sedi comunali ed uffici ad esso connessi.

Piccole singole azioni positive per un grande traguardo. Occorre perciò che tutti i Comuni si sentano parte in causa e partecipino in maniera massiccia all’iniziativa, non procrastinando scelte oramai necessarie.
Invitiamo pubblicamente tutti i Comuni del Veneto ed Italia ad aderire in massa a questa chiamata all’azione per incidere insieme e in maniera compatta, sul nostro domani. Per questo mettiamo a disposizione la nostra mozione, come abbiamo già fatto, per chi volesse portarla nel proprio Consiglio Comunale.

INSTALLAZIONE DI ECOCOMPATTATORI SUL TERRITORIO COMUNALE

COMUNICATO STAMPA

La discussione della mozione del M5S, bocciata dalla maggioranza dopo un nostro emendamento

Mogliano Veneto, lì 01/10/18. Ecco come abbiamo argomentato la nostra proposta in Consiglio Comunale, poi bocciata dalla maggioranza in palese contraddizione con le premesse manifestate dall’Assessore.

L’industria nazionale del riciclo della plastica continua a crescere in Italia, avviando a riciclo nel 2017 il 43,4% degli imballaggi raccolti e posizionandosi tra le prime grandi economie in Europa per tasso di riciclo, dopo Germania e Spagna. Tra il 2005 e il 2017, inoltre, gli imballaggi avviati al recupero sono cresciuti in modo esponenziale con un +64% recando al Paese un beneficio economico di oltre 2 miliardi di euro per la materia prima non consumata, per la produzione di energia e per il risparmio di emissioni di CO2.
L’Europa è il secondo produttore mondiale di materie plastiche dopo la Cina, con l’Italia secondo produttore europeo dopo la Germania. Negli anni si è sviluppata un’importante industria del riciclo, tanto che nell’ultimo decennio i rifiuti in plastica avviati in discarica sono diminuiti del 43%, mentre quelli avviati al riciclo sono aumentati dell’80%. Gli imballaggi in plastica raccolti in Europa nel solo 2016 sono stati 16,7 milioni di tonnellate, oltre il 60% di tutta la plastica raccolta e proprio il riciclo, con il 41% è la prima destinazione degli imballaggi raccolti, seguita dal recupero energetico (circa il 39%) e la discarica (20%). La modalità di gestione a maggior tasso di crescita in 10 anni è stato proprio il riciclo con un +75%. Che aumenterà ulteriormente, visti gli obiettivi disposti dal pacchetto europeo sull’economia circolare, con il target per il tasso di riciclo che dal 22,5% previsto nel 2008, viene innalzato al 50% nel 2025 e al 55% al 2030.
Negli ultimi due decenni, in Italia si è passati da un sistema di gestione dei rifiuti basato principalmente sulla discarica, a uno fortemente orientato al recupero e riciclo.
I dati ci dicono che nel riciclo degli imballaggi l’Italia è un’eccellenza europea, ma nel riciclo della plastica abbiamo il dovere di fare di più. La politica di questo Governo, in linea con la nuova direttiva europea sui rifiuti, vuole introdurre misure verso la realizzazione di un modello di economia circolare, promuovendo un uso razionale dei prodotti in plastica e incentivando il riciclo e la raccolta differenziata di qualità.
Il pacchetto sull’economia circolare modifica sei direttive in materia di rifiuti: la direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) e le direttive “speciali” in materia di rifiuti di imballaggio (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti di apparecchiature elettrice ed elettroniche, cosiddetti RAEE (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e rifiuti di pile e accumulatori (2006/66/CE). I principali obiettivi introdotti riguardano:
– il riciclaggio entro il 2025 per almeno il 55% dei rifiuti urbani (60% entro il 2030 e 65% entro il 2035);
– la riduzione dello smaltimento in discarica, che dovrà scendere al 10% entro il 2035;
– il riciclaggio del 65% degli imballaggi entro il 2025 e il 70% entro il 2030;
– la raccolta separata dei rifiuti domestici pericolosi (entro il 2022), dei rifiuti organici (entro il 2023) e dei rifiuti tessili (entro il 2025).

In questo contesto si inserisce la nostra mozione: gli eco-compattatori cambiano la distorta visione di “rifiuto” in quella corretta di “risorsa” svolgendo una azione incentivante verso i cittadini che conferiscono i loro “beni”, ovvero le materie riciclabili (esempi sono il PET, l’HDPE, i tappi, l’Alluminio, il vetro, l’olio esausto alimentare, ecc.) ottenendo in cambio dei “valori” quali, ad esempio, coupon/buoni sconto da utilizzare presso esercizi commerciali o riduzioni percentuali di imposte pubbliche; ma anche una azione sull’ottimizzazione e sul rendimento della raccolta differenziata per gli Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni) che implementano gli eco-compattatori nelle strategie locali mirate al rispetto ed alla sostenibilità ambientale, alla gestione del bene pubblico, allo sviluppo economico del tessuto commerciale locale e, non per ultimo, al benessere dei propri cittadini.
Si va da un singolo eco-compattatore monomateriale, fino alla creazione di vere e proprie isole ecologiche evolute ed incentivanti.
I destinatari degli eco-compattatori sono: Enti Pubblici (Comuni, Province, Regioni, Scuole, Ospedali, RSU, Uffici, ecc.); Aziende e GDO (Supermercati, Centri Commerciali, ecc.); Luoghi Pubblici e Privati con grande affluenza (Palazzetti Sportivi, Concerti, Sagre, Fiere, Eventi, ecc.).
Il servizio prevede: comodato d’uso gratuito degli eco compattatori; servizio gratuito di gestione dei materiali riciclati; servizio gratuito di assistenza e manutenzione degli eco compattatori; strumenti di incentivazione ed eco marketing collegati all’installazione degli eco compattatori; un comune di qualsiasi dimensione può infatti aumentare la propria quota di raccolta differenziata, premiando i cittadini più virtuosi con sconti sulla tassa rifiuti o altre forme di incentivazione.
L’ammontare del bonus, le sue modalità di accreditamento e le varie possibilità di scelta su come poterlo spendere sono singolarmente definite dalle amministrazioni comunali.
La possibilità di misurare la quantità di plastica e alluminio destinata al riciclaggio da parte di ogni singolo cittadino, il principio “più ricicli più risparmi” può finalmente essere attuato su larga scala. In questo modo, si può innescare quel circolo virtuoso in grado di diminuire i costi per lo smaltimento dei rifiuti non differenziati, liberando così ingenti risorse economiche per migliorare la qualità dei servizi offerti.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio Comunale, per controbattere all’Assessore, circa un necessario coinvolgimento di Veritas, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, abbiamo sottolineato che,  ciò non sarebbe necessario nel caso di installazione su suolo privato .
Abbiamo segnalato inoltre che il Ministero dell’Ambiente, con Decreto Direttoriale n. 58 del 24 aprile 2018, ha autorizzato la nascita del Consorzio Coripet: i cittadini potranno riconsegnare le bottiglie in PET ai supermercati scalando gli importi dalla spesa.
Dopo due anni dalla richiesta, il Ministero dell’Ambiente ha emanato il decreto che autorizza le attività del consorzio Coripet, il progetto presentato nella primavera 2016 da sei dei più importanti produttori di acque minerali e dai riciclatori. Il via libera ministeriale permette oggi di gestire in modo autonomo le bottiglie in PET.
Il nuovo sistema si sgancerebbe dal Consorzio Corepla, che dal 1998 si è occupato dell’intero universo dei materiali plastici e introdurrà una novità importante per i cittadini. Le bottiglie in PET potranno ancora essere gettate con gli altri materiali plastici nella raccolta differenziata. Ma verrà introdotto un “premio” per i cittadini che decideranno di inserirle in eco-compattatori che saranno installati man mano nei supermercati. Per ogni bottiglia riportata, verrà riconosciuto infatti un importo di 1,5 centesimi, da sottrarre al costo della spesa effettuata. Dal consorzio fanno sapere che sono già pronte 2700 macchine da collocare nei punti vendita.
Il modello proposto da Coripet è quello della “filiera chiusa” ovvero quel sistema nel quale il produttore di un bene di consumo ne rientri in possesso una volta che questo sia diventato rifiuto e, dopo la sua trasformazione in materia prima seconda, lo reimmetta nel ciclo produttivo. Sistema già sperimentato da Coripet in Lombardia, Piemonte e Campania
A regime il sistema potrebbe permettere di raccogliere in questo modo circa 2 miliardi di bottiglie ogni anno. Stimolando la partecipazione attiva dei cittadini, aumenterebbero le percentuali di riciclo, inesorabilmente ferme attorno al 43% delle quantità immesse a consumo. I membri del Consorzio sono convinti di riuscire a portarle attorno all’80%. In questo modo, l’Italia recupererebbe posizioni rispetto ad altri Stati Ue.
Una volta raccolto, il quantitativo di bottiglie in plastica immesse sul mercato dalle acque minerali consorziate (Ferrarelle, Lete, Norda, San Pellegrino, Maniva e Drink Cup che insieme rappresentano il 35% del mercato) sarà avviato al riciclo meccanico grazie anche ai riciclatori soci di Coripet (Aliplast, Dentis Recycling Italy e Valplastic, 75% del relativo comparto) e già in possesso del parere positivo dell’Efsa (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) per la produzione di RPET idoneo al diretto contatto alimentare. Ma non sarebbero solo i consumatori a trarre benefici dalla novità. Il nuovo sistema garantirebbe maggiori risorse economiche ai Comuni. Ad essi andrebbero 305 euro per ogni tonnellata di PET recuperata attraverso la raccolta differenziata contro i 281,7 euro pagati in media da Corepla. E si vedrebbero addebitate somme inferiori a quelle imposte dal sistema Conai per gestire la “frazione estranea” (la parte di rifiuti diversi dal PET che finiscono per errore nella differenziata). Gli attuali 209 euro a tonnellata scenderebbero a 195 euro/ton.
Si registra infatti, negli ultimi anni, una crescita della “frazione estranea” (plastica non da imballaggi e materiali non plastici) passata da 42 a 95 mila tonnellate tra il 2014 e il 2017).
Un progetto di economia circolare con cui si conta di raggiungere obiettivi di riciclo sempre più ambiziosi. Le nuove modalità coinvolgeranno e incentiveranno non solo i Comuni, ma anche direttamente i cittadini. Il riciclo da bottiglia a nuova bottiglia diventa una possibilita concreta per tutti.
Il progetto, si inserisce e non stravolge la filiera oggi operativa. Alla luce dei nuovi ed ambiziosi obiettivi europei il riconoscimento di Coripet è un chiaro segnale che va nella direzione indicata dall’Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale sistema consortile, ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande Distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.
In questa fase di avvio, sono previste delle verifiche e dei controlli periodici sul raggiungimento degli obiettivi sia da parte di ISPRA che del Ministero dell’Ambiente.
Le bottiglie in plastica immesse sul mercato dai consorziati dovranno essere raccolte nelle quantità obbligatorie per legge ed avviate al riciclo meccanico. Due le modalità per intercettare le bottiglie post-consumo: oltre attraverso la raccolta differenziata operata dai Comuni, il conferimento da parte dei cittadini potrà avvenire tramite degli eco-compattatori installati, almeno in una prima fase, presso i Supermercati.
C’è stato quindi da parte del Ministero un riconoscimento dei sistemi indipendenti e una tutela della concorrenza.
Che sul mercato della raccolta differenziata la concorrenza tra imprese non fosse poi così “garantita” lo aveva denunciato un report dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) nel quale – tra le altre cose – si dimostrava come, pur incamerando il Cac sulla quasi totale quantità di imballaggi plastici – non solo bottigliette in Pet – immessi a consumo in Italia, il sistema Conai-Corepla riuscisse in realtà a garantirne l’avvio a riciclo solo di una parte (il 21,6% nel 2014), mentre soltanto grazie al contributo dell’avvio a riciclo indipendente (16,3%) secondo l’Agcm le percentuali riescono a raggiungere e superare il target di legge del 26% (attestandosi sempre nel 2014 al 37,9% complessivo).
I membri di Coripet infatti (che rappresentano sul fronte della produzione il 25% del mercato nazionale di imballaggi per liquidi alimentari) prima che il Consorzio diventasse autonomo, versavano a Conai e Corepla il cosiddetto Cac, Contributo ambientale Conai, calcolato sulla quantità di prodotto immesso a consumo e funzionale alla copertura dei costi di gestione delle bottiglie una volta che queste siano diventate rifiuto.
Secondo un dossier presentato al Senato da Coripet,  delle 452mila tonnellate di imballaggi in Pet immessi a consumo in Italia nel 2015, solo 193mila sono state avviate a riciclo, meno del 50%. Lo scopo del nuovo consorzio, però, non è quello di sostituire i tradizionali schemi di raccolta differenziata, ma di affiancarli “al fine di sviluppare la capacità di riciclo del sistema”. Questo puntando all’implementazione di servizi di raccolta su superficie privata che consentano “l’avvio diretto a riciclo le cui operazioni sono certificate in ogni fase del processo (catena di custodia)”.
Nel suo dossier l’Agcm ha anche dimostrato come “i corrispettivi specificamente definiti dall’Accordo Anci-Conai (l’accordo quadriennale che regola i rapporti tra i consorzi ed i comuni e le somme che i primi, attingendo ai Cac incamerati, devono versare a vantaggio dei secondi, ndr) coprono al più il 20% del costo dell’attività di raccolta differenziata”. Questo significa che, sebbene la raccolta differenziata sia aumentata negli anni, e con essa quindi l’impegno di cittadini ed amministratori locali (ma anche i costi complessivi di gestione), in realtà a pagare l’80% del costo delle operazioni di gestione sono proprio i cittadini con la tariffa rifiuti.

La nostra proposta va nella direzione indicata dall’ Europa: riciclare sempre di più e con una migliore qualità, operando in sinergia e collaborazione con tutta la filiera: dall’attuale Sistema consortile ai Comuni, che rappresentano l’indispensabile anello di congiunzione con i cittadini, agli impianti di selezione, alla Grande distribuzione che, da tempo, si è mostrata attenta al progetto.

Durante la discussione della nostra mozione in Consiglio comunale, ci è stato chiesto dall’Assessore all’Ambiente, che ha manifestato il proprio interesse e quello di Veritas sugli eco-compattatori, di ritirare la nostra mozione per poi discutere con calma nell’apposita Commissione comunale. Il tema eco-compattatori pare sia sul loro tavolo, (l’Assessore Mancini siede nel Comitato Istituzionale del Consorzio di Bacino della Laguna di Venezia, a cui fa riferimento Veritas), ma con l’ipotesi di acquisto da parte di Veritas degli eco-compattatori (20.000 euro circa l’uno) con un finanziamento del Consorzio di Bacino (soldi dei cittadini).

Ma non è quello che chiediamo! Noi non vogliamo far ricadere sulle spalle dei cittadini ulteriori costi, anzi vogliamo sgravarli e premiarli per i loro comportamenti virtuosi; i dati ci dicono che ciò è possibile, oltre a tutti i risvolti positivi sull’ambiente a cui abbiamo fatto riferimento.

Perciò il nostro gruppo ha portato al voto la mozione, emendandola con la richiesta dell’impegno dell’Assessore e del Presidente della Commissione a portare la discussione in Commissione, che poi era quello che ci era stato prospettato dall’Assessore in cambio del suo ritiro. Ma già sapevamo che si trattava di un “escamotage” e che la maggioranza l’avrebbe comunque bocciata. Cosa che poi è avvenuta, in palese contraddizione con le premesse, sottolineata dal voto a favore del Presidente della Commissione Rifiuti.

Il tentativo da parte dell’Assessore di far propria la nostra mozione, per cucirla in un secondo tempo addosso a Veritas ed estrometterci dalla discussione, è andato fallito. A noi stanno a cuore innanzitutto l’interesse del cittadino e l’ambiente, non l’interesse di Veritas!